Antonella Elia: “L’aborto un atto di egoismo che non mi perdonerò mai” di cui pago le pene
Antonella Elia non si darà mai pace per l'aborto, per non aver mai messo al mondo suo figlio. Tutto il rimpianto a La volta buona
Aveva 26 anni Antonella Elia e oggi che ne ha 62 ancora non riesce a perdonarsi si non avere fatto nascere suo figlio. Un aborto su cui non ha riflettuto molto in quel momento, Antonella Elia non ha pensato al bambino, non ha dato alcuna possibilità a se stessa di diventare madre. A La volta buona oggi 26 gennaio 2026 i suoi occhi sono di nuovo pieni di lacrime, pensa al ragazzo, all’uomo che oggi poteva essere accanto a lei, la persona che avrebbe amato più di tutti.
“Adesso che sono grande ritengo che sia un peccato perché comunque togli la vita a un essere che sta per nascere”. Antonella Elia non crede a chi dice che all’inizio non è un essere vivente. “Fin da subito è un essere vivente che deve nascere”. >>>L’appello di Antonella Elia: “Chi ama chiama e infatti Pietro non mi chiama”
Antonella Elia l’aborto e il figlio che poi ha perso
C’è stato poi un periodo in cui pensava fosse il momento giusto ma quel figlio l’ha perso e non per sua volontà. Antonella Elia è certa che quella sia stata la punizione per l’aborto commesso. L’altra pena è non dimenticare mai, non perdonarsi mai.
“Era una scelta umanamente illecita, questo aborto è rimasto un segno dentro di me, una macchia, una vergogna e poi chiaramente ognuna è libera di fare quello che vuole ma io ritengo che a livello umano e spirituale si tolga una vita e quindi secondo me bisogna avere il coraggio di accettare quella vita e di portarla avanti per queste non riesco a perdonarmi”.
Non riesce a non parlarne in modo personale, sa bene che ci sono donne che sono costrette ad abortire perché ci sono altre motivazioni ma Antonella Elia oggi sa bene che quelle motivazioni lei non le aveva. “Non mi sono mai perdonata né mai mi perdonerò e io credo che in questa vita sto comunque espiando quella che per me è una colpa. Non riesco a viverla solo come un’azione normale comune no è una colpa e rimpiango il figlio che non ho avuto perché adesso avrei di fianco a me un essere che magari amerei svisceratamente e lui amerebbe me”
“Cioè è una mancanza reale nella vita che io non ho o avuto il coraggio… insomma ero troppo immatura, troppo piccola, è un’azione brutta non c’è perdono, non voglio essere una moralista è chiaro ma io non ho proprio immaginato nemmeno di poter creare una famiglia con questo fidanzato, poi ho detto ‘no non esiste al mondo’ e l’essere vivente che io avevo non è stato preso in considerazione e questo secondo me è un peccato, una legge divina che viene infranta”.