Ascolti BellaMa’, l’effetto Ravagnani e le polemiche contro Diaco fanno crescere il programma: due giorni tra i migliori della stagione

Dopo il caso Ravagnani crescono gli ascolti di BellaMa' e Diaco non torna sui suoi passi anzi...

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Le polemiche possono aiutare gli ascolti televisivi? A giudicare dagli ultimi risultati di BellaMa’, sembrerebbe proprio di sì, anche se è ancora presto per parlare di una vera svolta. Il programma pomeridiano di Rai 2 condotto da Pierluigi Diaco, spesso al centro delle discussioni per i suoi risultati Auditel, ha registrato in due giorni alcuni dei dati più incoraggianti di questa stagione.

A riaccendere l’attenzione sulla trasmissione sono state anche l’intervista all’ex don Alberto Ravagnani e le polemiche che hanno coinvolto il conduttore. Una maggiore esposizione mediatica che potrebbe aver incuriosito parte del pubblico, spingendolo a sintonizzarsi su Rai 2 per seguire il programma. I numeri, pur senza essere clamorosi, raccontano comunque un piccolo cambiamento rispetto alle difficoltà delle settimane precedenti.

>> Diaco a Le Iene: “non mi pento dell’intervista”

BellaMa’, gli ascolti del 5 novembre confermano il buon momento

I dati Auditel di giovedì 5 novembre 2026 confermano questa tendenza positiva, pur con una leggera flessione rispetto al giorno precedente. BellaMa’ ha conquistato 473.000 spettatori con il 5,7% di share nella prima parte, salendo a 579.000 spettatori e al 7% nella seconda. Mercoledì 4 novembre il programma aveva invece ottenuto 501.000 spettatori e il 5,8% nella prima parte, raggiungendo 594.000 spettatori e il 7,1% nella seconda, con picchi superiori al 9%.

Numeri che, insieme al 7,5% raggiunto nella seconda parte della puntata del 3 novembre, rappresentano una boccata d’ossigeno per la trasmissione. Resta però evidente la distanza dai programmi più seguiti del pomeriggio: su Canale 5 Uomini e Donne supera i 2,1 milioni di spettatori con il 23,6%, mentre su Rai 1 Il Paradiso delle Signore conquista il 17%. Anche Ore 14, che precede BellaMa’ su Rai 2, ottiene il 7,1% con 715.000 spettatori.

L’intervista ad Alberto Ravagnani scatena un caso anche dentro la Rai

A far esplodere il dibattito è stata l’intervista del 3 novembre ad Alberto Ravagnani, ex sacerdote e attuale concorrente di Ballando con le Stelle. Pierluigi Diaco ha rivolto all’ospite domande molto personali, insistendo sulla sua vita sentimentale e sessuale, nonostante Ravagnani avesse manifestato un evidente disagio. Il confronto è diventato rapidamente virale, provocando reazioni durissime.

Milly Carlucci ha giudicato inaccettabile quanto accaduto, mentre le polemiche hanno raggiunto persino il consiglio di amministrazione della Rai, dove sono emerse posizioni differenti sulla libertà di porre domande scomode e sul rispetto dell’intervistato. Diaco, dopo un iniziale silenzio, ha difeso il proprio operato, dichiarando: «Quello che ho fatto si chiama giornalismo, mestiere sempre più raro in Italia». Il conduttore ha anche replicato alle critiche di Carlucci, alimentando ulteriormente un caso mediatico che ormai ha superato i confini della trasmissione pomeridiana.

Le polemiche fanno bene a BellaMa’, ma basteranno per salvare gli ascolti?

La coincidenza tra il clamore mediatico e i risultati Auditel è interessante, ma sarebbe azzardato attribuire con certezza la crescita esclusivamente alle polemiche. È possibile che molti telespettatori abbiano deciso di seguire BellaMa’ proprio per curiosità, magari aspettandosi una replica di Diaco o nuovi sviluppi della vicenda Ravagnani. Del resto, la televisione vive anche di discussioni, confronti accesi e momenti capaci di attirare l’attenzione dei social.

Il vero problema per BellaMa’, però, resta la continuità degli ascolti. Due giornate positive non cancellano automaticamente le difficoltà di una stagione, né trasformano il programma in un successo. Il 7% nella seconda parte è certamente un risultato incoraggiante per Rai 2, ma la sfida sarà mantenere questi numeri quando l’attenzione sul caso Ravagnani si sarà inevitabilmente attenuata. Solo allora si potrà capire se il pubblico ha riscoperto davvero la trasmissione oppure se si è trattato di una crescita temporanea, favorita da una polemica che ha fatto parlare molto più del programma stesso.

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