Caterina Balivo esplode su Sal Da Vinci: “L’autore è di Bergamo vuole andare avanti ma io non voglio
Per sempre sì di Sal Da Vinci potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra, così scrive Aldo Cazzullo ma Caterina Balivo sbotta quando l'autore de La volta buona la ferma
Aldo Cazzullo stronca la canzone di Sal Da Vinci ma è non per questo che Caterina Balivo sbotta a La volta buona. “Per sempre sì” può piacere o meno, ha vinto Sanremo 2026 ma Cazzullo parla di colonna sonora di un matrimonio della camorra. E’ un attacco gravissimo, sempre lo stesso modo di associare la Campania alla camorra, così come la mafia alla Sicilia. La Balivo non dice se la canzone di Sal Da Vinci è tra le sue preferite dell’ultimo festival ma è pronta a stroncare chi dice di cambiare discorso dopo il commento del giornalista.
Il clima è ben più rovente della finale del festival, anche Mariotto, sul divano de La volta buona, ridacchia, la pensa come Cazzullo sul brano sanremese di Sal Da Vinci. Ma lui la canzone forse non l’ha nemmeno ascoltata. Si parla di altro ed è qui che la Balivo sbotta e ferma l’autore sottolineando che è di Bergamo. >>>Leggi anche Sal Da Vinci sposta la festa per la sua vittoria a Sanremo per rispetto del piccolo Domenico
L’attacco di Aldo Cazzullo non è alla canzone di Sal Da Vinci
“No, non cambio argomento, l’autore che è di Bergamo vuole andare avanti ma io non voglio andare avanti per un motivo, perché quando si commenta questa canzone di Sal Da Vinci da tre giorni sempre puntando il dito sulla città…” la conduttrice è stanca dei soliti pregiudizi, anche lei è campana.
“Ve ne farete una ragione” difende così chi ha vinto, Napoli, magari non l’avrebbe mai fatto se non fosse arrivata quella parola: “Camorra”. Ve ne farete una ragione se tutti cantano “Per sempre sì”, se andrà all’Eurovision, se ha vinto Sal Da Vinci, conclude la padrona di casa.
Davvero un clima pessimo ed è assurdo che si parli di canzoni in questo modo mentre ci sarebbe da parlare di ben altro e limitarsi a dire che quel brano piace o non piace. Caterina poi saluta Cazzullo, è stato ospite più volte de La volta buona, spera lo sarà ancora. Insomma, nessuna guerra, non da parte sua, ma l’esigenza di dovere chiarire.
Tra gli ospiti della puntata anche il maestro Adriano Pennino, che ha diretto l’artista in questione al festival. E’ dispiaciuto dalle parole di Cazzullo, non si spiega perché critichi in questo modo feroce la vittoria e non abbia mai parlato dei tanti anni di bellissime canzoni.
“Mi ha colpito leggere oggi le parole di Cazzullo. Penso che sia un uomo di grande cultura e di grande sensibilità e concentrarsi su una cosa così, cioè scrivere, trovare il tempo per scrivere in maniera così negativa su una vittoria voluta veramente dalla gente… Perché quando siamo usciti dal teatro già le macchine passavano questo pezzo e poi voglio dire una cosa… perché non ha commentato tanti anni di grande qualità di teatro e di canzoni bellissime. Dico hai commentato quando ha vinto e quando ha perso non hai commentato e questa è la cosa strana”.
C’è sempre un diverbio quando si tratta di vincitori che vengono da Napoli, c’è sempre un pregiudizio generale, questo salta fuori dal salotto della Balivo. Ma cosa ha scritto sul Corriere Aldo Cazzullo?
“Per sempre sì potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra o una canzone di Checco Zalone, che però le scrive per burla. Non è una questione di essere popolari. Volare era popolarissima ed è meravigliosa. Per sempre sì è forse la più brutta che abbia mai vinto il festival”.
Può anche essere la più brutta ma la camorra va lasciata dove si trova e la Balivo è tra le poche che lo dicono chiaramente.