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Davide Bonolis: “Ero all’apice dell’obesità poi il dolore più grande”

Davide Bonolis a Verissimo racconta di quando pesava 104 chili e del dolore più grande da superare, la morte improvvisa del nonno

davide bonlis obeso

Questa volta Davide Bonolis parla del suo vecchio peso, dell’obesità, anche in tv, a Verissimo. Per la prima volta è con la sua fidanzata, Martina Dotti, un amore che lo rende felice, una storia che sta crescendo. Così come è cresciuto Davide Bonolis, forse proprio da quel dolore immenso che ha dovuto superare: la morte del nonno. 

“La morte di mio nonno è stata proprio all’apice, io ero all’apice del dell’obesità, ero a 104 chili e mio nonno era veramente tutto per me, faceva tutto per me e mi portava al campo allenamenti, dormivo a casa sua e stavo sempre con lui e lui combatteva tanto per questa cosa lui cercava di aiutarmi nel dimagrire”. >>> Leggi anche Davide Bonolis si libera e mostra i suoi 104 chili del passato. Il figlio di Sonia e Paolo fa il passo più importante

Davide Bonolis a Verissimo i chili persi dopo la morte del nonno

Non era pronto, il nonno provava ad aiutarlo a dimagrire ma Davide Bonolis oggi sa che non era ancora pronto. Ha voluto che la morte del nonno fosse un stimolo, Davide l’ha voluto rendere felice di una cosa che non era riuscito a fare quando era in vita.

“Non avevo uno stimolo perché stavo bene, ero coccolato  ma poi avevo paura comunque di uscire con la gente coetanea perché mi sentivo preso in giro, venivo sempre preso in giro e io per esempio il weekend lo passavo a casa, guardavo le partite, non uscivo e avevo l’ansia di uscire per essere giudicato”. Era sempre con suo nonno ma lui è morto all’improvviso.

“Mio nonno se ne va una mattina e se n’è andato all’improvviso perché stava benissimo, in forma, aveva 70 anni e stava bene. La sera avrei avrei dovuto dormire a casa sua come ogni weekend perché andavo a giocare finita la partita mi portava a casa e stavo con lui, guardavo le partite, dormivamo e la mattina, la domenica guardavo tutte le altre partite fino a che la sera ritornava a casa mia”.
Quello è stato l’unico sabato che non è andato a dormire a casa del nonno, la seconda volta in 20 anni.

“La mattina mi sono svegliato e appena apro la porta di camera mia vedo mamma e papà davanti fermi e non parlano, mi fissano e mi aspettavo qualsiasi cosa ma non quella perché era impensabile, fino al giorno prima era con me”.

E’ stato uno shock: “ma questo shock io voglio pensare che sia stato fatto per quello che poi sono riuscito a fare. Ho preso la forza e ho voluto renderlo felice perché quando era in vita non sono riuscito a renderlo felice sotto questo punto di vista e adesso spero lui stia guardando e si renda conto che sono riuscito”.

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