Gianni Bella a 15 anni dalla malattia, la figlia a La volta buona: “Papà è una forza della natura”
C'è Chiara, la figlia di Gianni Bella, oggi 12 gennaio 2026 per lui nello studio de La volta buona
Dal 2010 Gianni Bella è costretto nel suo silenzio dopo il maledetto ictus che l’ha colpito. Oggi 12 gennaio 2016 nello studio de La volta buona c’è Chiara, la figlia di Gianni Bella ma per lui c’è sempre stata sua sorella Marcella, che nonostante il grande dolore non ha mai smesso di cantare anche per lui. Li abbiamo visti così tante volte insieme sul palco i fratelli Bella ma oggi c’è Chiara che parla per lui.
Le canzoni di Gianni Bella continueremo ad ascoltarle ancora a lungo, lui era l’autore, era la voce, era il poeta, poi tutto si è fermato ma sua figlia racconta che è una forza della natura, che non si è mai arreso. >>>Come sta Gianni Bella: stasera in platea a Sanremo 2025
La figlia di Gianni Bella a La volta buona
“Papà è una forza della natura” è lei che adesso racconta di Gianni Bella, è sua figlia che oggi lo omaggia nel salotto di Caterina Balivo. Non c’è tristezza nelle sue parole anche se sa bene che da 15 anni tutto è cambiato, Chiara sa che tutto poteva andare diversamente.
Di recente, nell’ultimo festival di Sanremo, abbiamo visto Gianni nella platea del teatro Ariston, in prima fila, emozionato e sorridente nel vedere sua sorella Marcella che cantava “L’emozione non ha voce”, il brano che lui ha scritto per Adriano Celentano, uno dei tanti.
Con i suoi occhi Bella riesce a parlare, con la sua autoironia ancora presente, la sua energia, di certo diversa: “Dalla voglia di vivere e di essere anche grato delle piccole cose adesso a quella sensibilità”. Lui va nel suo giardino e si commuove nel guardare queste rose sono fiorite, succede in primavera. Chi lo vive da vicino racconta della sua sensibilità.
Anche Chiara lavora con la musica, hanno lavorato insieme padre e figlia: “Io ho lavorato, ho iniziato con lui, io arrivo da un percorso classico del Conservatorio e con lui ho imparato diverse cose… Quindi, vabbè quella leggerezza e quella simpatia nel lavoro, sempre quella, ed è quello che c’era e c’è ancora. Papà mi ha insegnato anche la dedizione al lavoro, era un grandissimo lavoratore in studio di registrazione, mi ha insegnato ad essere perfezionista quindi il valore al lavoro e ho appreso molte cose”.