L’Eredità Summer in difficoltà, Aldo Grasso punta il dito contro la Rai: “Era una sconfitta annunciata”
Aldo Grasso prova a spiegare i motivi per i quali L'eredità summer non sta funzionando
L’eredità Summer non va. L’andamento degli ascolti televisivi delle ultime settimane continua ad alimentare il dibattito sulla sfida dell’access prime time. Da una parte La Ruota della Fortuna di Gerry Scotti, protagonista di risultati sempre più convincenti su Canale 5, dall’altra L’Eredità Summer con Marco Liorni, che fatica invece a tenere il passo. A commentare la situazione è stato Aldo Grasso sulle pagine del Corriere della Sera, dove il celebre critico televisivo non ha risparmiato osservazioni severe nei confronti delle scelte della Rai, ritenendo che il risultato fosse ampiamente prevedibile.
Secondo Grasso, l’errore principale non sarebbe da attribuire a Marco Liorni, quanto piuttosto alla strategia adottata da Rai1 nella scelta de L’eredità summer per l’access prime time dell’estate. La rete, infatti, avrebbe deciso di schierare un format pensato originariamente per il preserale contro una macchina televisiva ormai perfettamente rodata come La Ruota della Fortuna, pur sapendo che il pubblico avrebbe avuto bisogno di tempo per affezionarsi alla nuova proposta.
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L’eredità summer non funziona nell’access di Rai 1: il giudizio di Aldo Grasso
A suo giudizio, trasformare un programma nato per durare circa un’ora in un appuntamento molto più lungo si è rivelato un azzardo. Il problema più evidente sarebbe rappresentato dai tempi eccessivamente dilatati: lunghi convenevoli, ingressi, ospiti e siparietti che finiscono per rallentare il ritmo, elemento che invece costituisce uno dei punti di forza del quiz condotto da Gerry Scotti.
Il critico del Corriere della Sera sottolinea inoltre come L’Eredità Summer sembri oscillare tra quiz, varietà e talk show senza trovare una precisa identità. Al contrario, La Ruota della Fortuna si distingue per un meccanismo rapido e continuo, costruito su ritmo, sorpresa e successione costante dei giochi. Per Grasso, la convinzione che il periodo estivo consenta di rallentare la narrazione televisiva rappresenta un equivoco: aggiungere la parola “Summer” al titolo non basta a trasformare un’edizione speciale in un evento capace di conquistare il pubblico.
Da qui anche una provocazione rivolta alla Rai: forse sarebbe stato più conveniente riproporre Techetechetè, contenendo i costi di produzione, se non fosse stato per il maggiore ritorno pubblicitario garantito da un game show.
Infine, Aldo Grasso riconosce a Marco Liorni qualità personali che vanno oltre il programma, definendolo un volto rassicurante e un testimonial particolarmente efficace per le campagne pubblicitarie. Le sue critiche si concentrano invece sull’impostazione complessiva dello show, dai balletti di Greta Zuccarello e Linda Pani, che a suo dire ricordano le storiche veline di Striscia la Notizia, fino agli interventi degli ospiti, giudicati funzionali soprattutto ad allungare la trasmissione.
L’unico momento che il critico salva senza riserve resta la Ghigliottina, il gioco finale che continua a rappresentare il cuore de L’Eredità e l’unico segmento capace, secondo lui, di coinvolgere davvero il pubblico attraverso il ragionamento. Il problema è che spesso i concorrenti arrivano alla fase finale de L’eredità summer, aggiungiamo noi, con poche migliaia di euro, mentre su Canale 5, ogni sera si possono vincere anche 200mila euro ed è chiaro che il pubblico, preferisca il game di Scotti.