Milo Infante pronto per Ore 11, su Stasi: “sono convinto che non c’entri nulla”
Milo Infante parla di Alberto Stasi nella sua intervista per la rivista Chi e sembra non avere dubbi: è innocente
Questa settimana sulla cover della rivista Chi, c’è anche Milo Infante. C’è una bellissima foto che lo ritrae insieme a sua moglie Sara Venturi e poi c’è una intervista nella quale parla dei suoi progetti, del perchè ha accettato un nuovo incarico in casa Mediaset e di quello che farà al timone di Ore 11, programma che tra l’altro debutta tra un mese su Rete 4.
In questo ultimo anno e mezzo, chi ha seguito i programmi di Milo Infante, sia Ore 14 che Ore 14 sera, sa bene che il giornalista, nel corso del tempo, dopo essersi informato meglio e dopo aver letto le carte ( e visto ad esempio anche i contenuti della famosa e “raccapricciante” cartella militare sul Pc di Stasi), si è fatto tutta un’altra idea su quello che è potuto succedere a Garlasco. E se oggi, non sa forse chi è il vero assassino di Chiara, si sente invece di escludere che possa essere stato Alberto Stasi a ucciderla.
Milo Infante spiega perchè a suo dire Stasi è innocente
“La mia idea — ha detto Milo Infante nella sua intervista per la rivista Chi, in edicola questa settimana— è che Stasi non c’entri niente, che non ci siano le prove della sua colpevolezza”.
Milo Infante, che debutterà su Rete 4 al timone di Ore 11 dal mattino del 24 agosto, ha anche provato a spiegare i motivi per i quali, a suo dire, non ci sarebbero prove tali da dimostrare la colpevolezza di Stasi, oltre ogni ragionevole dubbio. Non è del resto la prima volta che ne parla, lo aveva fatto anche in una intervista a Le Iene.
“C’è un elemento molto forte, che riguarda la perizia Testi e ancora non è emerso ma che uscirà, e di cui sono a conoscenza, che getta ulteriori dubbi su quello che è l’impianto accusatorio verso Stasi” ha detto Milo Infante nella sua intervista per la rivista Chi.
Un commento poi anche sull’attuale indagato. “Sempio? Per capire come andrà a finire bisogna aspettare l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio e il processo. Se tutto questo avverrà, forse avremo le idee più chiare. Il grande pericolo è che si vada incontro a una fotocopia della vicenda processuale di Stasi, con un’alternanza di assoluzioni e condanne. Ho grande fiducia nella Procura di Pavia che, fino a questo momento, si è mossa con prudenza e con determinazione. E non sono cose da poco”.