Vita in diretta salta a sorpresa: Alberto Matano non va in onda
Salta la puntata di Vita in diretta il 27 marzo 2026: ecco che cosa sta succedendo
Vita in diretta salta il 27 marzo 2026. Il programma era previsto nel palinsesto di oggi e sarebbe dovuto andare in onda come tutti i programmi della rete, nonostante lo sciopero dei giornalisti. Oggi abbiamo visto ad esempio Storie Italiane e Ore 14, è andato in onda anche La volta buona. La guida tv non portava nessuna modifica per la giornata di oggi subito dopo Il Paradiso delle signore, è iniziato un film francese che non era previsto nel palinsesto di questa giornata.
Vita in diretta oggi non va in onda: perchè salta il 27 marzo 2026
Nessun annuncio social neppure da parte di Alberto Matano, nessuna nota della Rai. Al momento Vita in diretta è il solo programma ( a parte i Tg che sono andati in onda in formato ridotto) a non essere andati in onda. Nessun commento neppure sulle pagine social del programma e dunque c’è un piccolo mistero. Ci auguriamo che l’assenza di Vita in diretta sia legata appunto solo allo sciopero dei giornalisti e che non sia invece successo nulla di grave a Matano o a chi lavora nel programma di rai 1.
Il comunicato dei giornalisti che oggi stanno scioperando
Oggi le giornaliste e i giornalisti tornano a scioperare per il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da dieci anni, unica categoria di lavoratori dipendenti in Italia. Questa è la seconda giornata di sciopero di un pacchetto di cinque, la terza è già proclamata per il 16 aprile.
Avere un contratto rinnovato non è un privilegio. Essere pagati in modo dignitoso, dentro e fuori le redazioni, non è un privilegio. Lavorare senza precarietà permanente non è un privilegio. Fare informazione libera, professionale e indipendente, senza ricatti economici, è un diritto. Garantire condizioni dignitose per chi lavora, per chi entra nella professione e per chi ne esce è un obbligo. Assicurare un futuro all’informazione, bene comune tutelato dalla Costituzione, dall’articolo 21 intimamente connesso all’articolo 36, è un dovere sociale.
Dal 1° aprile 2016, scadenza dell’ultimo contratto, è cambiato tutto: carichi e ritmi di lavoro aumentati a dismisura, prestazioni su multipiattaforma, redazioni quasi fantasma. Le retribuzioni invece sono rimaste ferme, ulteriormente erose dall’inflazione o addirittura ridotte da forfettizzazioni selvagge.
Riconoscere la dignità del lavoro è il punto di partenza per un confronto serio. Invece viene descritto come un eccesso. È una narrazione sbagliata e pericolosa, che mina dalle fondamenta il lavoro e la qualità dell’informazione. Senza diritti e tutele, il giornalismo muore. E con esso la democrazia.
Questo sciopero non difende privilegi. Difende un principio semplice, un diritto: il nostro lavoro vale.
Al momento dunque non possiamo dirvi molto altro solo che la posto di Vita in diretta oggi su Rai 1 sta andando in onda un film. Su Canale 5 invece in onda regolarmente Dentro la notizia con Nuzzi.