Da Bake Off Italia Patrizia, seconda classificata: chiacchiere, lacrime e grandi emozioni (INTERVISTA)

Venerdì sera è stato eletto il vincitore della terza edizione di Bake Off Italia, a vincere è stato Gabriele, per la prima volta un maschietto nel mondo dei dolci! La seconda classificata invece è Patrizia, la mamma sprint che ha fatto disperare i giudici per la sua “parlantina” e per le sue lacrime. Patrizia con la sua dolcezza e la sua bravura è entrata nel cuore di tutto conquistando anche il secondo posto nell’edizione 2015 di Bake Off. Noi l’abbiamo intervistata, ecco cosa ci ha raccontato poche ore dopo la messa in onda della puntata finale del talent di Real Time. Buona lettura!

-Complimenti per il tuo secondo posto, non è stato un percorso facile ma alla fine sei arrivata fino in fondo. Il pubblico sui social ha puntato un pò il dito contro di te per le troppe parole ma soprattutto per le tante lacrime. Rivedendoti da casa, cosa hai pensato?

Io penso che per una persona come me che non si è mai allontanata da casa e dalla sua famiglia è stata un’esperienza davvero dura, ma rivendendomi  nonostante tutto sono davvero orgogliosa di me, non avrei mai pensato di poter affrontare una così difficile prova. Quindi non mi vergogno delle mie lacrime perché in fondo quella sono io, spesso insicura di tutto ma che non si arrende mai e si commuove facilmente.

-La tua pasticceria è stata definita sempre un pò casalinga forse poco originale, ti sei sentita un pò in difetto per questo?

Non definisco la mia pasticceria come casalinga, ma piuttosto di famiglia perché purtroppo o per fortuna e le mamme in generale mi potranno capire, bisogna cucinare quello che in casa la mia famiglia mangia. Riguardo alle gare sì, ogni tanto mi sentivo un po’ in difetto, insomma le mie creazioni erano semplici però diciamo che le difficoltà non mi sono mancate neanche a me perché ho sempre voluto fare tutto alla perfezione e questo probabilmente mi ha penalizzato un pochino. Ma dopotutto non lo facevo per la gara io sono proprio così, alle mie feste di famiglia arrivo sempre in ritardo perché il dolce deve essere perfetto.

patrizia1-Se ci pensi però anche Benedetta Parodi è diventata una grande fonte di ispirazione in cucina con ricette semplici e veloci non proprio da chef stellato ma che sono invece alla portata di tutti. Tu pensi che il tuo modo di cucinare possa conquistare le signore a casa?

Quando mi hanno detto che sarei stata una concorrente di bake off, il primo pensiero bello che mi ha attraversato la mente è stato che avrei conosciuto Benedetta. Dopotutto è sempre stata la mia fonte di ispirazione, l’ho sempre seguita e ho sempre rubato i suoi consigli e le sue ricette. Lei che con semplicità è sempre riuscita a conciliare le sue passioni con la famiglia, anzi sembra proprio che la sua passione sia nata grazie alla sua famiglia. Ed è così anche per me, io nutro la mia passione e miglioro ogni giorno di più proprio per la mia famiglia. Loro sono la mia forza.

LEGGI QUI LA RICETTA DEL PLUMCAKE CON IL CUORE ROSSO DI PATRIZIA

Per quanto riguarda le signore a casa, sono certa che la mia cucina le conquisterà, senza vantarmi che non lo faccio mai, già sono tempestata di domande e curiosità sulle mie ricette. Dopotutto la mia è proprio la cucina di casa ma con un pizzico di originalità che è quello che sempre cerco anche io e che mi impegno a trovare ogni giorno nelle ricette più classiche.

patrizia2-Arrivare secondi brucia un pò sempre perchè si tocca il traguardo fino alla fine. Da casa però abbiamo avuto la sensazione che la prima a non crederci sei stata proprio tu, confermi la nostra impressione o smentisci?

Sinceramente non mi è “bruciato” per niente arrivare seconda. Anche se puntata dopo puntata non ho dimostrato la sicurezza in me stessa, ad oggi sono sicura di essermi meritata di trovarmi a gareggiare la finale perché ho messo impegno, lacrime, sorrisi e fatica insomma veramente tutta me stessa, pregi e difetti. Quindi la mia conquista più grande è stata proprio quella di arrivare fino a li, perché se ripenso a quando ho iniziato l’unico mio pensiero era quello di cercare di evitare di uscire alla prima puntata, anche se dopo la fatica fatta per concludere la prima puntata ho cambiato idea e non vedevo l’ora di tornarmene a casa. Ma dopotutto, questo percorso mi è servito immensamente, sono diventata più forte ma non posso dire più sicura di me stessa e quindi vi rispondo sì, la prima a non crederci ero proprio io ma insomma, non è mica un male.

 

-E’ stato difficile stare lontana da casa per il periodo di tempo che ti ha tenuta impegnata in Bake Off? ( Anche se tu a differenza di altri non eri proprio lontanissima ma giovani quasi in casa)

Non ero lontanissima?!? La mia definizione di vicinanza è essere nella stessa stanza, quindi rendetevi conto voi quanto potessi sentirmi lontana da casa. Solo ad oggi mi rendo conto che quando ho salutato la mia famiglia per entrare nel programma sembrava la partenza di un emigrante verso l’America quando non esistevano né cellulari né internet. Ma va bene così, loro sono la mia famiglia e la mia vita e sono contenta di essermi resa conto ancora di più di quanto sono indispensabili per me.

-Hai un rimpianto, qualcosa che avresti voluto fare meglio?

Il rimpianto più grande… finire la green cake! Avevo tutto pronto ma come al solito l’insicurezza mi ha giocato un brutto scherzo. Infatti il rimpianto in se non è proprio quello di questa torta ma il pensiero che se fossi riuscita a gestire la mia ansia avrei sempre finito le mie torte così da riuscire a fare quello che ho sempre desiderato: Far felici i giudici!!! lo so che sembravo smielata e che lo facevo apposta, ma la mia premura era veramente quella di farli felici perché così poi sarei stata sicura che non avrei pianto. Ma in realtà poi mi commuovevo anche quando mi facevano i complimenti. Morale della favola, nessun rimpianto.

patrizia3-I giudici ti hanno dato sempre molti consigli, anche se spesso tu non li lasciavi finire di parlare. Pensi che questo modo di essere ti abbia aiutato o forse avresti dovuto ascoltare di più?

Io di solito non sono fatta così, non interrompo. Ma dopo due o tre ore in silenzio a fare ricette dove mi succedeva di tutto e di più, non potevo permettere che parlasse solo la mia torta a cui quasi sempre mancava il mio tocco finale. Purtroppo dovevo dire la mia, dovevo cercare di spiegare che non è che non ero capace a fare le cose ma sono troppo, troppo perfezionista e questa cosa mi rallentava. Avrei sempre dovuto concentrarmi sul tempo e invece la maggior parte delle volte preferivo fare bene, ma non mi pento di questo, in fondo la cosa che mi premeva di più è che loro assaggiassero una cosa buona. Vi giuro comunque che anche se ogni tanto parlavo sopra ho colto ogni consiglio e li ho sempre messi in pratica. Ad oggi ringrazio calorosamente sia il maestro Knam che Clelia che, anche se alle volte severi, mi hanno sempre sostenuta e consigliata nel modo più giusto.

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