Eugenio Finardi racconta il dramma della droga e la morte della prima moglie Patrizia: «Se ne andò prima che arrivasse la cura»
Nella puntata di Ballando con le stelle 2026 in onda il 24 ottobre, Eugenio Finardi ha raccontato la sua storia personale: dalla dipendenze alla morte della sua prima moglie
Un racconto intenso, doloroso e senza filtri quello di Eugenio Finardi a Ballando con le Stelle. Il cantautore, protagonista dell’edizione 2026 del programma di Milly Carlucci, nella puntata del 24 ottobre ha ripercorso uno dei capitoli più difficili della sua esistenza. Dalla dipendenza dalla droga, condivisa con la prima moglie Patrizia, alla nascita della figlia Elettra, fino alla malattia che ha portato via la donna a soli 56 anni. Una testimonianza nella quale Finardi non ha cercato giustificazioni, raccontando anche quanto le scelte compiute in gioventù abbiano condizionato la sua vita e quella delle persone che amava.
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Eugenio Finardi e la dipendenza dalla droga: un periodo difficile della sua vita
La storia comincia durante l’adolescenza, quando Finardi si avvicina alla cultura hippie e alla musica rock. Sono gli anni delle grandi trasformazioni culturali, della voglia di ribellarsi e della ricerca di nuove esperienze. Il cantante ha ricordato di aver provato le prime sostanze stupefacenti quasi per caso, durante una serata con un amico.
Quello che inizialmente sembrava un episodio isolato si sarebbe trasformato in una dipendenza difficile da affrontare. All’inizio degli anni Ottanta, nella sua vita c’era Patrizia, la donna che sarebbe diventata la sua prima moglie. Tra i due nacque una relazione molto passionale, ma segnata anche dalla tossicodipendenza. Finardi ha spiegato come, in quella situazione, entrambi cercassero nell’altro una possibilità di salvezza, senza rendersi conto che condividere la stessa dipendenza rendeva ancora più complicato uscirne.
La storia di Finardi: la nascita della figlia Elettra e la decisione di entrare in comunità
A cambiare radicalmente le cose fu la nascita di Elettra, nel 1982. La bambina, nata con la sindrome di Down, rappresentò per Eugenio Finardi e Patrizia un momento di svolta. Il cantante ha raccontato che diventare genitori li costrinse a guardare la propria situazione con occhi completamente diversi. La dipendenza, fino a quel momento vissuta anche attraverso una visione romantica e ribelle della vita, apparve improvvisamente per quello che era: un problema dal quale bisognava liberarsi.
I due decisero così di intraprendere un percorso di recupero in comunità, affidando temporaneamente la figlia ai nonni. Un’esperienza segnata da regole rigide, rinunce e dalla necessità di ricostruire il proprio equilibrio personale. Per Finardi fu un percorso fondamentale, che gli permise di lasciarsi alle spalle la tossicodipendenza e di affrontare diversamente il futuro.
La morte di Patrizia a 56 anni: il dolore di Eugenio Finardi
Il momento più commovente del racconto è arrivato quando Eugenio Finardi ha ricordato la scomparsa della prima moglie Patrizia, madre dei suoi figli Elettra ed Emanuele. La donna aveva contratto l’epatite C, una malattia che avrebbe avuto conseguenze drammatiche sulla sua salute. È morta a soli 56 anni, lasciando un dolore profondo nella vita del cantautore.
Finardi ha sottolineato soprattutto una circostanza che rende ancora più amaro quel ricordo: Patrizia morì poco prima che diventassero disponibili le nuove terapie capaci di curare l’epatite C. Il cantante ha raccontato che la donna se ne andò appena un anno prima dell’arrivo della cura. Una coincidenza temporale dolorosissima, sulla quale è tornato con parole cariche di amarezza. Nel suo racconto non sono mancati il senso di responsabilità e la consapevolezza delle conseguenze che alcune scelte possono avere anche a distanza di molti anni.
La testimonianza di Finardi a Ballando con le Stelle ha mostrato un volto particolarmente intimo del cantautore, lontano dall’immagine dell’artista ribelle che ha accompagnato una parte della sua carriera. A 74 anni, Eugenio Finardi continua a mettersi in gioco, questa volta anche attraverso la danza, senza nascondere le fragilità e le esperienze che hanno segnato il suo percorso. Il ricordo di Patrizia e della battaglia contro la dipendenza resta una delle pagine più dolorose della sua storia personale, ma anche la testimonianza di quanto sia difficile, e allo stesso tempo importante, trovare il coraggio di cambiare vita.