Bird Box il film con Sandra Bullock più visto su Netflix: trama e recensione


In questi giorni avrete sicuramente sentito parlare del film Bird Box e se non lo avete visto, avrete letto di certo della moda che sta dilagando, quella di provare a vivere come hanno fatto i protagonisti del film. Bird Box, un prodotto originale Netflix, racconta la storia di un gruppo di persone che si ritrovano a vivere una sorta di Apocalisse. I soli a sopravvivere sono le uniche persone che non hanno avuto contatto visivo con le “creature” non identificate, che ti fanno impazzire portando al suicidio. In questa particolare visione della fine del mondo, tre dei protagonisti sopravvissuti dopo 5 anni di vita da eremiti, dovranno cercare di mettersi in salvo usando tutti i sensi tranne la vista. Dovranno fare tutto bendati. Ed è questa la nuova moda tra i più giovani: cercare di imitare i piccoli e Sandra Bullock. Ovviamente una moda stupida che può causare incidenti anche gravi. Ma torniamo al film. Come dicevamo in precedenza si tratta di un film da record con migliaia di visualizzazioni in pochissimi giorni. Bird Bix è il tentativo di Netflix di cercare di fare altro, di innovarsi, di dare al pubblico un contenuto diverso dai soliti. Netflix ha realizzato questa impresa? Difficile a dirsi.

Se infatti le premesse ci sono tutte, con l’incipit del film che ci catapulta in un mondo che ci affascina, il finale e la trama del film in generale non regalano moltissimi spunti, anche se la storia ha il merito di tenere tutti incolati davanti alla tv fino alla fine.

Peccato che le due ore di film avrebbero potuto regalare anche un altro genere di emozioni, cosa che la trama, troppo prevedibile, non ha fatto. 

BIRD BOX TRA I FILM DA VEDERE SU NETFLIX: LA TRAMA DEL FILM CON SANDRA BULLOCK

Il film inizia presentandoci una scena difficile e confusa da decifrare. Una donna sta fuggendo con due bambini che chiama Bambino e Bambina, senza un nome identificativo. Indossano delle bende. La donna spiega che non dovranno mai togliersele e che se lo faranno lei li punirà, se non prima saranno morti. I bambini sono terrorizzati. Dovranno fuggire lungo il fiume. Oltre a provviste, coperte e altri pochi oggetti, la donna porta con sè anche una scatola con dentro degli uccellini. Quella che viene definita gita ha inizio…

Non sappiamo quello che sta accadendo nel presente ma facciamo subito un passo nel passato. Cinque anni prima la stessa donna è incinta. Non sembra essere molto felice della gravidanza visto che il suo compagno l’ha lasciata e lei è rimasta sola. Ma proprio il giorno in cui ha una delle ultime visite prima del parto insieme a sua sorella succede qualcosa che nessuno sa spiegare. Pare che dalla Russia stia arrivando uno strano fenomeno che nessuno riesce a spiegare: suicidi di massa. Lo stesso giorno della visita in ospedale, nella struttura iniziano i suicidi. Malorie si ritrova in macchina con sua sorella cercano di scappare, ma durante la fuga la donna si suicida. Malorie è da sola e si ritrova in una casa con estranei. C’è un solo modo per non essere coinvolti in quello che sta accadendo: non guardare. Le finestre di casa vengono sbarrate, si inizia a studiare un modo per sopravvivere. Ma le cose sono complicate. Malorie fa amicizia con Tom, in casa arriva qualche giorno dopo anche una donna incinta molto spaventata. Malorie e Olimpia portano avanti le loro gravidanze nonostante la situazione difficile. Ma vivere mentre fuori si è scatenata l’Apocalisse non è cosa facile.

Alla fine purtroppo, del gruppo di superstiti solo Malorie si salva, insieme a suo figlio, che è nato lo stesso giorno della bambina di Olimpia che però si è suicidata. Tra un flash back e l’altro scopriamo che Malorie e i bambini vivono in quella stessa casa da 5 anni, insieme a loro c’è anche Tom che però è morto proprio il giorno in cui la donna tenta la fuga insieme ai due bambini. Una notte infatti, alla radio, Tom e Malorie si sono messi in contatto con una persona che li ha informati di un punto in cui vivono molti superstiti, da raggiungere dopo due giorni di viaggio in fiume. Purtroppo Tom è morto, ucciso durante una esplorazione da alcuni matti. Nella storia infatti, i malati di mente sono i soli che non vengono spinti al suicidio dalle creature. Malorie quindi capisce che se vuole cercare di salvare i suoi bambini deve portarli via dalla casa che ormai non è sicura. Inizia quella che viene definita una gita. Nessuno potrà vedere, si andrà avanti con le bende nel tentativo di trovare questo luogo in cui continuare a vivere.

E in questo viaggio saranno fondamentali gli uccellini che Malorie porta nella sua scatola. Sono in grado di percepire la presenza del male e quindi avvertono le persone a stare in guardia. Da qui il titolo del film.

BIRD BOX LA RECENSIONE DEL FILM CON SANDRA BULLOCK SU NETFLIX

Parlandovi della trama del film non vi abbiamo rivelato il finale: Malorie e i suoi due figli riescono a salvarsi, il rifugio è una comunità di non vedenti che non sono stati ovviamente colpiti dal male. Nella struttura vivono insieme le persone vedenti scappate dall’apocalisse e i non vedenti. Per Malorie e i suoi bambini inizia una nuova vita.

Il finale del film potrebbe farci pensare diverse cose. Potrebbe farci riflettere che a volte quello che a noi sembra complicato e difficile per altri non lo è. I non vedenti sono abituati a fare tutto quello che noi facciamo normalmente non vedendo. Senza bende ma semplicemente perchè costretti dalla cecità. E’ la rivalutazione della disabilità, a dimostrazione che in altri tempi, in altri mondi, quello che per noi è normale potrebbe non esserlo. Non è detto quindi che la conoscenza totale delle cose corrisponda alla salvezza, in questo caso ci si salva senza vedere, senza sapere chi sono davvero quelle creature che ti portano al suicidio. Questo forse il messaggio dato dalla regista che è diverso dal finale del romanzo, dove tutti i protagonisti salvi si ritrovano in un santuario ma bendati. Purtroppo non emergono altri significati, nel senso che, lo spettatore può immaginare quello che desidera: che ci sarà un mondo diverso, che il male sarà destinato a durare in eterno, che il Governo alla fine troverà un rimedio. A ognuno il suo pensiero su questo finale. Il vero problema del film non è la parte finale ma quello che viene prima. Poco si racconta di come è stato vivere per 5 anni con due bambini che non sono mai usciti fuori di casa, ben più interessante sarebbe stato questo aspetto che l’uscita per il supermercato a caccia di cibo, nulla di nuovo, ma qualcosa che avevamo già visto. 

Insomma una occasione sprecata, verrebbe da dire, considerato che l’incipit del film promette davvero molto bene. 

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