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Sinners – I peccatori: il film che ha riscritto la storia del cinema (ma merita davvero tutte queste candidature?)

Con 16 candidature agli Oscar, Sinners-I peccatori, scrive la storia del cinema. Ma quante statuette porterà a casa?

sinners i peccatori oscar

Con Sinners (in Italia distribuito con il titolo I peccatori), il regista Ryan Coogler ha ottenuto un risultato senza precedenti: il film ha ricevuto 16 nomination agli Oscar, più di qualsiasi altra pellicola nella storia dei premi cinematografici, superando capolavori come Titanic, Eva contro Eva e La La Land (che avevano raggiunto 14 candidature) e confermando la sua centralità nel dibattito culturale e cinematografico del 2025/2026.

Sinners-I peccatori: un’opera di genere che sfida le categorie

I peccatori non è un film convenzionale: mescola horror soprannaturale, dramma storico, musica blues e metafore sociali, raccontando la storia di due fratelli afroamericani reduci dalla Prima Guerra Mondiale che si confrontano con forze oscure e con un Sud segregazionista degli anni ’30. Visivamente potente, narrativamente stratificato e formalmente audace, il film cerca di reinventare il genere horror trasformandolo in un veicolo di riflessione culturale.

La critica ha spesso definito la pellicola “ambiziosa” e “visivamente mozzafiato”, lodando in particolare l’uso del blues come elemento narrativo e simbolico, così come la fotografia e il lavoro dei reparti artistici.

Sinners-I peccatori: prestazioni e riconoscimenti

Il film ha ottenuto candidature non solo nelle categorie tecniche (come fotografia, costumi e montaggio), ma anche nelle principali: Miglior film, Miglior regia per Coogler, Miglior attore protagonista per Michael B. Jordan (in un doppio ruolo), Miglior attore non protagonista Delroy Lindo e Miglior attrice non protagonista Wunmi Mosaku.

Questa ampiezza di riconoscimenti riflette l’idea che Sinners non sia solo un prodotto di genere, ma una pellicola che tenta di inserirsi nel discorso più ampio del cinema d’autore – un cinema che parla di identità, razzismo, tradizione e cambiamento. Ora, Michael B. Jordan è sicuramente molto bravo a interpretare due personaggi, i gemelli del film, ma il fatto che si sdoppi, vale davvero un oscar?

Tra entusiasmo e critiche: cos’è davvero Sinners?

Nonostante l’entusiasmo di una larga parte della critica e il favore del pubblico, Sinners non è stato esente da polemiche. Alcuni osservatori sostengono che il clamore attorno alle sue candidature sia in parte alimentato da dinamiche socio-culturali piuttosto che soltanto da meriti artistici: secondo questi critici, l’Academy avrebbe premuto troppo sull’acceleratore del riconoscimento simbolico, più che su una valutazione puramente estetica e narrativa. Tra l’altro, la prima parte del film che dura due ore, stenta davvero a decollare, e risulta molto molto noiosa. Sembrerebbero esserci delle premesse per qualcosa di stupefacente che però poi non accade e le aspettative, sono deluse.

C’è anche da ricordare che, sebbene il film sia stato un successo globale (con oltre 360 milioni di dollari di incassi), in Italia non ha ottenuto risultati di botteghino paragonabili a quelli negli Stati Uniti e in altri mercati, restando per molti spettatori un’opera da “scoprire” piuttosto che un evento culturale popolare immediato.

La domanda centrale, inevitabile di fronte a un simile trionfo di candidature, resta una sola: Sinners è davvero un film memorabile, destinato a lasciare un segno duraturo nella storia del cinema, oppure è il titolo perfetto per incarnare lo spirito di una stagione particolare? La risposta non è né semplice né univoca. Da un lato, l’opera di Ryan Coogler colpisce per la sua capacità di fondere generi diversi – dall’horror al dramma storico – e per il coraggio con cui utilizza il linguaggio cinematografico per affrontare temi profondi come la memoria collettiva, la segregazione razziale e l’identità culturale afroamericana. Le interpretazioni intense, la forza simbolica della musica blues e una regia visivamente ambiziosa contribuiscono a rendere il film un’esperienza potente e, per molti spettatori, profondamente coinvolgente.

Dall’altro lato, però, non manca chi guarda a questo entusiasmo con maggiore cautela. Alcuni critici ritengono che Sinners sia un film più importante per ciò che rappresenta che per ciò che racconta, un’opera la cui consacrazione rischia di essere accelerata dal contesto culturale e politico in cui nasce. La narrazione, secondo queste letture, procede a tratti in modo irregolare e l’ambizione tematica non sempre si traduce in una piena compattezza cinematografica. È proprio in questa tensione tra valore artistico e valore simbolico che si gioca il destino del film: Sinners potrebbe essere ricordato come un’opera di svolta, capace di ridefinire i confini del cinema di genere, oppure come il titolo-emblema di un momento storico preciso, più che come un classico senza tempo.

Alla fine di tutta la fiera, I peccatori è un film che racconta una storia di vampiri e al cinema, si è visto decisamente di meglio.

In attesa degli Oscar: Sinners farà incetta di premi?

La cerimonia degli Oscar si terrà il 15 marzo 2026, e la sfida è aperta: I peccatori rimane uno dei favoriti, ma deve vedersela con altri titoli forti della stagione come One Battle After Another, Hamnet e Marty Supreme, tutti ben rappresentati nelle nomination principali.

Sinners- I peccatori è senza dubbio un film che ha segnato la storia del cinema recente, sia per il record di candidature sia per la sua ambiziosa fusione di generi e tematiche. Tuttavia, se sarà ricordato come un capolavoro duraturo o come la pellicola simbolo di una stagione cinematografica particolare, lo dirà il tempo – e, forse, la notte degli Oscar.

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