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La vera storia de Il Falsario il film che spopola su Netflix: chi era Toni, Antonio Chichiarelli

Tra i film più visti questa settimana su Netflix c'è Il Falsario che in soli due giorni ha scalato le classifiche. Qual è la vera storia di Toni e qual è il finale?

il falsario su netflix

Negli ultimi giorni Il Falsario è entrato con prepotenza nella Top 10 dei film più visti su Netflix in Italia, complice un mix esplosivo: un’ambientazione sporca e magnetica nella Roma degli anni ’70, un ritmo da crime teso e imprevedibile e, soprattutto, un protagonista che non si dimentica facilmente. Pietro Castellitto interpreta Toni, un personaggio ambiguo e affascinante, capace di muoversi tra arte, truffe e criminalità con una naturalezza quasi inquietante.

Ed è proprio qui che nasce la domanda che si stanno facendo in tantissimi: Toni è esistito davvero? E soprattutto: quello che vediamo nel film è successo realmente?

La risposta è: sì, il film si ispira a una storia vera… ma non è una ricostruzione fedele al 100%. Ed è proprio questo confine sottile tra realtà e finzione a rendere Il Falsario così intrigante.

Il Falsario: di cosa parla il film Netflix

Diretto da Stefano Lodovichi, Il Falsario è un film del 2025, distribuito da Netflix dal 23 gennaio 2026, e tratto dal libro “Il falsario di Stato” di Nicola Biondo e Massimo Veneziani. In pochi giorni il film è balzato ai primi posti della classifica italiana dei dieci film più visti e possiamo dire, che si merita questo riconoscimento perchè la storia, è raccontata in modo mai banale.

La vicenda narrata nel film Netflix, ci porta nella Roma degli anni di piombo: un’epoca dove la città sembra sempre sul punto di esplodere, e dove criminalità, politica e potere spesso si intrecciano in modo torbido. In questo scenario, Toni si muove come un artista del falso: firme, documenti, passaporti, identità… tutto può essere “creato” se hai la mano giusta, e se sai chi pagherà per averlo. Un talento che non pensava di avere ma che ha scoperto grazie alla donna che nel bene o nel male, cambierà per sempre la sua vita, Donata.

Il falsario è davvero esistito? Toni è Antonio Chichiarelli

Il protagonista interpretato da Castellitto non nasce dal nulla: Toni è liberamente ispirato alla figura reale di Antonio “Tony” Chichiarelli, noto falsario attivo tra gli anni ’70 e ’80, legato a vicende criminali e a uno dei periodi più drammatici della storia italiana contemporanea. Chichiarelli è stato una figura controversa e ancora oggi piena di zone d’ombra: un personaggio che sembra uscito da un romanzo noir, e che invece appartiene alla cronaca più inquietante di quegli anni.

Il legame con il caso Moro e il “falso comunicato” delle Brigate Rosse

Tra gli elementi più “forti” collegati alla figura reale di Chichiarelli, ce n’è uno che pesa tantissimo: i falsi comunicati delle Brigate Rosse, legati al caso del rapimento di Aldo Moro nel 1978. Questo aspetto è fondamentale perché non parliamo di una semplice truffa o di una frode “qualunque”: qui il falso diventa uno strumento che può influenzare l’opinione pubblica, manipolare informazioni e alimentare panico e confusione in un Paese già devastato dalla paura.

Ed è proprio per questo che la vera storia dietro Il Falsario continua a far discutere: perché il “falsario” non è soltanto un criminale, ma un personaggio al confine tra criminalità comune e meccanismi di potere molto più grandi.

Il falsario, quanto c’è di vero nel film Netflix? E quanto è fiction?

Qui bisogna essere chiari: Il Falsario non è un biopic classico, né un documentario travestito da cinema. Diverse fonti sottolineano che la pellicola è “falsamente ispirata” alla storia vera: un modo intelligente (e dichiarato) per raccontare un personaggio reale senza incastrarsi in una ricostruzione rigidamente cronachistica.

In pratica, il film si ispira a una figura realmente esistita, riprende contesti, tensioni e atmosfere storiche autentiche ma cambia e comprime diversi elementi: nomi, dinamiche, relazioni e cronologia

Questa scelta serve a trasformare una storia piena di misteri in un racconto cinematografico più fluido e drammatico, dove conta meno “la precisione” e molto di più l’effetto: il clima paranoico di quegli anni, la confusione tra verità e menzogna, l’idea che il falso possa diventare più credibile del reale.

Il successo di Il Falsario non è solo merito della trama o della performance di Castellitto. C’è un motivo più profondo: il film racconta un’Italia in cui la verità era fragile, continuamente riscritta, manipolata, “sporcata” da interessi invisibili. E in un’epoca come la nostra, dove fake news e disinformazione sono diventate parte della quotidianità, una storia come quella di Toni assume un significato ancora più attuale.

Perché alla fine Il Falsario non parla soltanto di un uomo che falsifica firme. Parla di un Paese in cui la realtà può essere contraffatta, e in cui la menzogna, se detta bene, può diventare sistema.

Il libro da cui è tratto il film: Il falsario di Stato

Se dopo aver visto il film ti è rimasta la sensazione che manchino dei pezzi (e ti verrà, è normale), sappi che esiste un riferimento importante: il libro “Il falsario di Stato” di Nicola Biondo e Massimo Veneziani, pubblicato nel 2008 e indicato come base dell’adattamento. È lì che si trova lo scheletro “reale” della vicenda, con un taglio più investigativo e legato alle connessioni storiche.

Il finale de Il Falsario è reale? Come muore davvero Toni?

Il vero finale della storia di Antonio “Tony” Chichiarelli, l’uomo a cui si ispira il personaggio di Toni in Il Falsario, è molto più cupo e ambiguo rispetto a quello che ci si aspetterebbe da un classico crime. La sua morte, infatti, resta ancora oggi avvolta da punti oscuri, perché l’agguato in cui viene ucciso non ha mai avuto un colpevole certo e le ricostruzioni disponibili non coincidono perfettamente.

Quello che è sicuro è che Chichiarelli viene assassinato a Roma, nel quartiere Talenti, nella notte tra il 27 e il 28 settembre 1984. Viene colpito durante un agguato mentre si trova insieme alla compagna Cristina Cirilli, che rimane a sua volta ferita in modo grave ma sopravvive. L’assassino riesce a fuggire e non verrà mai identificato in modo ufficiale, lasciando dietro di sé una scia di dubbi e ipotesi che alimentano ancora oggi il mistero.

Secondo una versione molto diffusa, l’attacco avverrebbe sul pianerottolo di casa, intorno alle tre di notte del 28 settembre, nel momento in cui Chichiarelli e la compagna stanno rientrando e si trovano appena fuori dall’ascensore. In questa ricostruzione l’aggressore li sorprende e spara con una pistola di piccolo calibro, uccidendo Chichiarelli e colpendo anche la donna.

Un’altra ricostruzione, invece, colloca la scena poco prima, in strada, vicino all’auto, sempre nella zona di via Martini. Qui la dinamica è più movimentata: la compagna viene colpita mentre scende dalla macchina, Chichiarelli tenta di inseguire l’aggressore e viene raggiunto da altri colpi, fino a quello decisivo alla testa. In questa versione Chichiarelli non muore sul colpo, ma viene trasportato in ospedale e si spegne la mattina del 28 settembre senza più riprendere conoscenza.

Come avrete capito dunque, nella vita reale, il finale è ben diverso da quello che viene raccontato nel film Il Falsario. Nella narrazione di Lodovichi, Toni la fa franca, grazie alla sua amicizia con San Siro, un personaggio che si dimostrerà essere fondamentale. Non solo, Toni dovrà dimostrare di essere disposto a tutto pur di salvare la sua vita e quella della sua famiglia e lo farà, anche se, non conosciamo poi il vero finale del film. Il falsario lascerà l’Italia, o la sua è comunque una condanna a morte?

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