La dea Fortuna: il racconto di una vita dolorosa, seducente e miracolosa


C’è una luna turchese e diamante stanotte…Che può spezzarmi il cuore
Tu con le tue mani, io con i miei occhi, con la mia bocca, tornando a casa
Aiutiamoci a ricominciare…Vestita come una signora, solo per farmi amare ma non sono sicura che non sia tardi stanotte per tutti e due
…”. Uno stralcio della canzone di Minia e Ivano Fossati colonna sonora del film La Dea Fortuna nelle sale in questi giorni. Ed è uno stralcio che in qualche modo riassume anche il senso della storia raccontata nel film di Ferzan Özpetek. A ognuno di noi chiaramente, la possibilità di leggere dentro questa narrazione quello che meglio crede, il regista come sempre, ci ha messo del suo perchè come ha spiegato in diverse interviste “racconta sempre meglio quello che conosce”. E di amore si parla anche nella De Fortuna, l’amore che cambia, matura, si trasforma, si stanca e poi forse rifiorisce. Un rapporto tra due persone che si sono scelte, che hanno fatto delle rinunce, che si sono amate, che si sono tradite, ferite ma che forse hanno ancora bisogno l’una dello sguardo dell’altra. Due persone che si conoscono in relazione alle loro abitudini ma che mai si sono guardate da un altro punto di vista. Quello di un possibile padre amorevole, di un genitore apprensivo o forse distratto, di un compagno di giochi, di una figura adulta di riferimento.

Ed è questo che può cambiare, e forse salvare, un rapporto destinato a non dare più nulla. Una linfa vitale che ridesta dal torpore, che fa riflettere sulla banalità delle piccole discussioni e su quanto tempo si perda dietro a inutili rimpianti e recriminazioni.

Non solo Luna diamante, nel film anche il brano Che vita meravigliosa, di Diodato, che ha ispirato il nostro titolo. “Ah che vita meravigliosa
questa vita dolorosa, seducente, miracolosa vita che mi spingi in mezzo al mare mi fai piangere e ballare come un pazzo insieme a te
” il ritornello del pezzo che torna e invita a riflettere.

LA DEA FORTUNA RECENSIONE DELL’ULTIMO FILM DI FERZAN OZPETEK

La storia di Alessandro e Arturo potrebbe essere la storia di Monica e Sara, di Ludovico e Sonia…Senza nessuna differenza, senza distinzioni. E ‘ un amore universale raccontato con grande empatia, con grande sensibilità che invita a riflettere. Forse non uno dei film migliori del regista ormai italiano d’adozione ma sicuramente un film ispirato dove c’è tanto della vita di Ferzan Özpetek . E soprattutto un ottimo lavoro del cast scelto per il film: un Edoardo Leo come si era visto in rare occasioni e uno Stefano Accorsi molto profondo capace con un solo sguardo di dire più di mille parole.

La forza del film sta anche nel racconto corale che vede gli altri attori protagonisti fondamentali ma anche nella scelta dei brani che accompagnano la narrazione. Non a caso abbiamo iniziato la nostra recensione con dei versi del brano di Mina scelto proprio per La dea fortuna. E chiaramente anche la citazione che arriva in due momenti del film, ma che torna sul finale e lascia tutti commossi. E’ l’aneddoto legato alla dea fortuna, alle persone importanti. Si dice che se vuoi che una persona speciale continui a fare parte della tua vita devi guardala fissa, memorizzare il suo volto nella tua mente, poi chiudere gli occhi e aspettare qualche istante in modo che ti scenda dalla testa al cuore. Poi riapri gli occhi e quella persona farà per sempre parte della tua vita. Un messaggio d’amore che arriva dritto come una spada: che sia quello di una donna per il suo uomo, di un bambino per la sua mamma, di un padre per suo figlio. E’ l’amore che conta, e che come spesso si dice, ci salverà.

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