Tutti parlano di Jamie: perchè vedere il musical con i nostri figli e non solo

E’ arrivato su Amazon Prime Video un film di cui si parla moltissimo sui social in questi giorni e che vi consigliamo assolutamente di vedere. Qual è il titolo di cui parliamo? Il film che vi consigliamo di vedere è Tutti parlano di Jamie, un film perfetto soprattutto da guardare con i nostri figli. Ma non solo. In Italia c’è così tanta arretratezza su certe tematiche che un buon film come Tutti parlano di Jamie andrebbe mostrato anche a scuola, prima ai professori e alle professoresse e poi agli studenti. Perchè il pregiudizio si sa, non è tanto nelle nuove generazioni quanto nelle vecchie, cresciute con altri ideali, valori e idee. E nel nostro paese purtroppo, un paese in cui si pensa che parlare di gender nelle classi possa essere dannoso per i bambini, ci vorrebbero molti più film mandati in onda a loop come Tutti parlano di Jaime ma non solo nelle scuole. Si dovrebbe partire dalle case, perchè è dai genitori che parte un certo tipo di educazione, di pensiero. E che ci sia libertà e non normalità, perchè nessuno deve permettersi di giudicare cosa è normale o cosa non lo è, lo insegnano i genitori ai bambini. L’educazione di genere prima che alle nuove generazioni dovrebbe essere fatta ai grandi. Ma torniamo a noi con questo film che è una bomba di musiche, parole e colori. La storia, una storia vera, è una sorta di favola moderna che non vuole essere troppo cruda ma che ha un tono più leggero rispetto a quello che probabilmente è successo davvero al protagonista della vicenda. Qualche cliché di troppo, qualcosa che si poteva migliorare ma Tutti parlano di Jaime è un buon prodotto, soprattutto se lo consideriamo dal punto di vista tecnico. E’ un musical ed è impeccabile anche grazie alla straordinaria bravura del protagonista Max Harwood.

E visto che si tratta dell’esordio alla regia cinematografica del coreografo e regista teatrale Jonathan Butterell possiamo dire senza dubbio, che la prova è stata superata con ottimi voti. Il film si ispira al musical del 2017 Everybody’s Talking About Jamie ,con parole e libretto di Tom MacRae e musiche di Dan Gillespie Sells. A sua volta, il musical è tratto dal documentario dalla BBC3 Jamie: Drag Queen at 16 sulla vita della drag queen Jamie Campbell. A proposito di esordienti, anche Max Harwood ma arriva nelle case di chi sta vedendo il film su Prime Video, con una potenza tale da lasciare senza fiato. Commuove, fa sorridere, fa emozionare, ci fa anche arrabbiare ma il suo sguardo magnetico, buca davvero.

Tutti parlano di Jamie: perchè vedere il film su Amazon Prime Video

Come dicevamo in precedenza non è facile spiegare a grandi e piccini perchè un ragazzo possa essere gay e avere l’esigenza di vestirsi da donna senza volerlo diventare. Non è facile spiegare perchè indossando i panni di una donna si riesce a trovare stimoli diversi, a liberarsi di una corazza pesante indossandone una più leggera. Quando si parla di queste tematiche è difficile persino usare i termini giusti, per cui anche quando ne scriviamo abbiamo paura di sbagliare qualcosa, urtare la sensibilità di qualcuno. Per questo la storia di Jamie che a 16 anni sogna di fare la Drag Queen e di essere una stella, andrebbe ascoltata, raccontata. Per provare a entrare in un mondo che spesso ci è estraneo. E’ il viaggio di Jamie alla ricerca della sua identità quello che nella storia facciamo insieme a lui, quello che si dovrebbe fare con i ragazzi quando si parla di identità di genere. Semplicemente perchè non si diventa una donna solo perchè si porta un fiocco rosa in testa, non si è uomini perchè si gioca a pallone. E il pregiudizio riguarda anche altri aspetti che spesso sottovalutiamo ma che sono alla base dell’educazione sbagliata che diamo ai nostri figli: se è femmina non può giocare a calcio, non capirà niente di sport. Se è maschio e vuole fare danza classica allora è effeminato. Sono passati 20 anni da quando ammiravamo un altro strepitoso musical, Billy Elliot ma ben poco è cambiato. E qui non si tratta di essere gay o lesbica ( figuriamoci a voler parlare di gender fluid) si parla di un essere umano che ha dei sogni e delle aspirazioni che si scontrano presto con pregiudizi, modelli arcaici superati nel tempo muri che devono essere abbattuti. Perchè un padre non dovrebbe mai arrivare a dire a suo figlio che desiderava qualcosa di diverso e una madre dovrebbe sempre essere fiera di un figlio. E anche in questo caso sono sempre più le donne che riescono a comprendere l’identità di genere di un figlio e sempre meno gli uomini che lo fanno, e anche questo tabù dovrebbe essere abbattuto, anche grazie al racconto di storie come quelle di Jaime.

Ci vuole coraggio per essere se stessi” e non sono gli altri a doverci permettere di farlo. Questo vale per una ragazza che sogna di diventare astronauta, per un ragazzo che sogna di essere una stella della danza, per una secchiona che viene additata perchè studia troppo senza pensare al divertimento. Per chi ama la natura e viene sbeffeggiato, per chi ama i suoi genitori e non viene compreso, per chi è così tanto educato da finire bullizzato. Per chi ha qualche chilo in più e viene preso di mira da chi è un insicuro cronico che sfoga della cattiveria ogni sua frustrazione. Per chi è magro e quindi è bello ma dentro soffre e ha il cuore dilaniato. La vita è il nostro palcoscenico e siamo noi a scriverne parte della sceneggiatura. Qualcosa verrà da se, ci sarà l’improvvisazione, ci saranno gli antagonisti. Ma ci saranno anche le fate madrine, i principi azzurri che ci faranno digerire le mele avvelenate e manderanno via i cacciatori a caccia del cuore delle principesse. Ci sarà un mondo reale più bello di quello magico dove scrivere la nostra storia fatta di tante pagine alle quali dare un colore, quello che ci fa brillare e ci rende unici al mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.