Amy Winehouse morta, in attesa dell’autopsia è caccia al colpevole

Amy Winehouse è morta sabato scorso nella sua casa di Londra. Mentre si attendono i risultati dell’autposia, solo allora si potranno conoscere le cause certe della morte, si cercano i possibili responsabili del malessere della cantante. La mamma di Amy confessa che da parecchio tempo aveva capito che sua figlia non stava bene e che negli ultimi giorni si era resa conto che stava peggiorando sempre di più. Sotto accusa finiscono anche i suoi manager per il tour iniziato male e mai finito: la Winehouse era salita sul palco solo durante la prima tappa per finire il concerto in pochissimi minuti visto che era completamente ubriaca. Perchè chi le stava intorno ha permesso ad Amy di iniziare il concerto? Perchè invece che far salire la cantante sul palco non si è presa una decisione diversa? Questi sono i dubbi dei fans che se da un lato possono ammettere che parte della responsabilità va attribuita direttamente a lei, cercano però di capire almeno cosa si sarebbe potuto fare.

Dalle prime indiscrezioni diffuse soprattutto dai giornali inglesi, sembrerebbe che Amy Winehouse sia morta a causa di un cocktail letale di farmaci e droga. La polizia però smentisce le notizie circolate in tv e sulla carta stampata confermano che solo dopo i risultati dell’autopsia si potranno conoscere le cause del decesso della cantante.

Mentre si attaccano i suoi managers per aver lasciato che la cantante si esibisse nel tour anche ubriaca a Belgrado, loro si difendono dicendo che era stata una sua decisione. Lei aveva deciso di volersi esibire per fare uno dei suoi show che amava tanto.

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