Sanremo 2021 mille dubbi tra pubblico, figuranti e assembramenti: le perplessità del CTS

Giornata nera, nerissima per Amadeus e forse anche per molti dirigenti Rai. Il tweet del ministro Franceschini questa mattina, dopo giorni in cui si parla dei figuranti come pubblico a Sanremo 2021, ha creato un vero e proprio tsunami. Dopo le parole del ministro alla Cultura, Amadeus e Fiorello hanno subito ribadito le loro unica condizione: il Festival si farà se solo sarà presente il pubblico. Poche persone, figuranti tamponati ma in sala all’Ariston serve la presenza di pubblico. Un artista non può esibirsi senza avere un pubblico davanti: è questa la presa di posizione da Amadues, lo aveva detto mesi fa e lo ribadisce ancora oggi. Oggi che la Rai continua a ribadire tra l’altro anche un altro concetto: il Festival non è un concerto, non è uno spettacolo musicale ma si comporta, in era covid, come in programma televisivo per il quale esiste un protocollo. E secondo le norme vigenti nel DPCM pensato per tutte le zone, eventualmente anche per una zona rossa, se i figuranti risultano come tali in sala, possono essere presenti, e possono essere garantite tutte le norme di sicurezza.

Tutti i dubbi del comitato tecnico scientifico su Sanremo 2021

Dove starebbe quindi il problema? Nel fatto che l’Ariston non sia uno studio televisivo e nella convinzione che il Festival non sia un programma ma uno spettacolo musicale. E in quanto tale quindi, come è successo per tutti gli altri, il pubblico non ci deve essere. In questa ottica ci sarebbero anche le perplessità del comitato tecnico scientifico, oltre che quelle del ministro della Salute e del ministro della Cultura. Nell’ultima riunione, di poche ore fa, si è discusso per l’ennesima volta a quanto pare ( fino a pochi giorni fa prima che venisse pubblicato l’annuncio con la ricerca di figuranti era tutto sistemato) di questo benedetto pubblico.

Ci sarebbero a quanto pare, tre perplessità sollevate dal CTS. La prima ha a che fare con il Dpcm anti-covid attualmente in vigore. Si sottolinea infatti che le norme prevedono per gli spettacoli teatrali lo svolgimento in assenza di pubblico. La seconda riguarda la situazione epidemiologica: l’andamento di ogni regione, varia di settimana in settimana, per cui se ci dovesse essere un peggioramento e quindi ad esempio ci fossero dati da zona rossa, si complicherebbero le cose ( questo era chiaro anche fino a qualche mese fa, ma evidentemente, ce ne siamo accorti solo oggi). La terza questione: assembramenti. Il problema quindi in questo caso, non è il pubblico in sala ma in generale l’organizzazione di un evento come Sanremo. I tecnici infatti hanno sottolineato che Sanremo 2021 potrebbe richiamare in città migliaia di persone questo vuol dire non solo assembramenti per strada ma anche più gente da dover tracciare negli spostamenti e in città, tra attività e altri posti in cui ci sarebbe in ogni caso, in continuo movimento. E anche questo si scopre solo ora? E’ davvero possibile che a dicembre, quando Amadeus ha presentato i suoi Big in gara ( e ne ha aggiunti persino rispetto allo scorso anno, senza invece pensare che sarebbe stata cosa buona e giusta dimezzare il numero, anche per evidenti questioni che ora emergono), tutti pensassero che a marzo le cose sarebbero andate meglio? Con un natale in lockdown, si poteva credere che due mesi dopo le cose sarebbero cambiate?

Perchè non ridimensionare tutto dall’inizio, se questi erano i rischi e le paure, oltre che le perplessità, iniziando appunto dal numero degli artisti in gara? Oggi ci viene detto che ogni cantante arriverà con un solo accompagnatore, cosa alla quale sembra essere impossibile credere perchè tra manager, etichette discografiche, consulenti, musicisti, truccatori, stilisti…I numeri, sarebbero ben altri. Ma anche questo si sapeva, è abbastanza evidente.

L’appello del sindaco di Sanremo

Non teme assembramenti o situazioni ingestibili il sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri, che lancia questo appello:

La mancata realizzazione del Festival e la reiterata chiusura del Casinò, dopo un 2020 economicamente devastante, porterebbe un minor introito alle casse comunali da portare il Comune al default, richiedendo l’intervento prefettizio sulla gestione ordinaria. L’eventuale annullamento avrebbe gravi ripercussioni sugli alberghi, con molti già provati da un anno di crisi che sarebbero costretti a chiudere. Auspico che tutte le istituzioni affrontino con coscienza ogni problematica propedeutica al regolare svolgimento del Festival nel rispetto dei protocolli sanitari.

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