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Laura Pausini: “Non voglio chiamarla depressione ma mi ha rinchiusa in casa”

Laura Pausini racconta del suo crollo personale, non la chiama depressione ma spiega quanto sia stato difficile per lei quel periodo

laura Pausini depressione

Manca una settimana all’inizio del tour mondiale di Laura Pausini e mentre l’amata cantante si prepara a partire e incontrare i fan nel mondo apre il suo cuore e racconta di un periodo difficile. Laura Pausini ha vissuto momento complicati, non una vera depressione perché non ha avuto bisogno di farmaci ma non usciva più di casa. 

El Pais ha raccolto la sua intervista, Laura Pausini ha così spiegato da dove è nata la sua esigenza dell’ultimo disco, “Io Canto 2”. Nessuna necessità economica, non era questo il suo bisogno ma qualcosa che è arrivato per salvarla dal suo sentirsi inutile. >>>Leggi Grignani e le frecciata avvelenata a Laura Pausini che divide il pubblico

Laura Pausini racconta il suo crollo personale 

“Durante la pandemia ho avuto un crollo personale, in cui sentivo di aver già fatto tutto e che non esistesse più nulla oltre a ciò che già conoscevo; quindi mi sentivo inutile”. Ad aiutare Laura Pausini il marito, la madre e la sua psicologa.

Le dicevano continuamente: “D’ora in poi concediti il lusso di fare tutto ciò che vuoi, perché puoi farlo”.
Così è nato il nuovo disco Io Canto 2 che Laura sta per  portare in giro per il mondo: “Non l’ho fatto per guadagnare soldi, non ne ho bisogno, ma è ciò di cui ho bisogno per stare bene, per non cadere in… non voglio chiamarla depressione, perché non è stata una vera depressione con farmaci e tutto il resto, ma in uno stato emotivo molto negativo che mi ha rinchiusa in casa e non avevo nemmeno voglia di cantare nulla”. 

La sua casa discografica pensava che si sarebbe fermata per un anno, ma hanno capito e l’hanno lasciata libera di fare ciò che voleva. E adesso l’artista ha più coraggio: “Mi sento più tranquilla e decido su ciò che voglio fare. Anche se dovesse andare male, è questo ciò che ho bisogno di fare; seguirò molto il mio corpo e la mia mente”.

Ed è sempre importante leggere una testimonianza come questa, con un finale positivo ma che racchiude ciò che potrebbe capitare a chiunque e che spesso capita davvero. Laura ha pensato a cosa avrebbe voluto fare, certo ha potuto farlo e questo è un privilegio. 
“Lo show sarà un’esperienza coinvolgente. Il concerto durerà due ore e mezza, ma non inizierà quando salirò sul palco; inizierà non appena il pubblico entrerà” e c’è ancora qualche biglietto disponibile.  

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