Tatuaggio e gravidanza: cosa bisogna sapere?

Oggi il tatuaggio rappresenta quanto di più trasversale si possa immaginare, infatti questo abbellimento del corpo può rimandare ad una miriade di significati: può essere il riflesso della propria cultura personale, delle proprie credenze religiose e non, per molti rappresenta uno stile di vita, per altri racchiude in sé la voglia di evadere, di fare una pazzia o semplicemente di seguire una moda. Nonostante sia molto diffusa, quella di tatuarsi la pelle è una pratica da sempre oggetto di discussioni e controversie, soprattutto per quel che riguarda la sua sicurezza e i rischi per la salute.

Vi siete mai chieste se i tatuaggi possono, per esempio, interferire con una gravidanza? o se durante la dolce attesa ci si possa tatuare?

Di seguito cerchiamo di chiarire alcuni dubbi più frequenti su questo argomento, che mette in relazione i tatuaggi con questo determinato e meraviglioso stato del corpo: la gravidanza

La prima domanda cui cerchiamo di dare una risposta è la seguente:

Sono incinta, e vorrei fare un tatuaggio, lo posso fare?

Beh, se siete in dolce attesa e state pensando seriamente di imprimere sulla vostra pelle un ricordo indelebile di questo momento, rifletteteci su un attimo prima di farlo.

Il motivo? Gli inchiostri utilizzati per realizzare i tatuaggi, contengono metalli pesanti come mercurio, piombo e zinco, potenzialmente tossici che, una volta assorbiti dalla pelle, possono arrivare al feto con probabili rischi per la sua salute e, soprattutto nei primi 3 mesi, le sostanze nocive contenute nei pigmenti possono compromettere il corretto sviluppo del feto.

Inoltre, fare un tatuaggio può implicare una diminuzione delle difese immunitarie e il rischio di contrarre delle infezioni mentre il vostro corpo sta “guarendo” dopo il tatoo, è sicuramente maggiore. Tutto ciò può essere pericoloso sia per voi, che per il vostro bambino. Nel peggiore dei casi, se il tatuaggio si infetterà, potreste trasmettere l’infezione anche al bambino che sta crescendo in voi. Quindi, non vale la pena rischiare.

Passiamo alla seconda domanda:

Sto allattando, posso tatuarmi?

Anche in questo caso, lo scenario è molto simile al precedente, e la regola è più o meno la stessa, in sostanza, ciò che va nel vostro corpo, può facilmente arrivare al bambino. In generale, sarebbe meglio non fare un tatuaggio o un piercing se non sono passate almeno più di sei settimane dallo svezzamento di vostro figlio. Questo farà sì che il vostro corpo torni ad essere “normale”, e che il bambino non sia dipendente dal vostro latte. Solo allora sarete in grado di fare un tatuaggio senza rischiare inutilmente.

L’ultimo dubbio che vorremo chiarire, è il seguente:

Che effetti avrà la gravidanza su un tatuaggio che ho già sulla pancia?

In quest’ultimo scenario, se il tatuaggio lo avete già e magari sul ventre, tenete presente che si deformerà coll’avanzare della gravidanza e, dopo il parto, si raggrinzerà.

La gravidanza comporta, infatti, un rapido aumento di peso e un allungamento della pelle. Il tatuaggio, quasi sicuramente, non sarà in grado di adattarsi a questi cambiamenti, e ciò potrebbe causare dei piccoli danni. Inoltre, bisogna considerare, che nel caso di un cesareo, il vostro tatuaggio potrebbe essere rovinato dal taglio. Quindi, se pensate di avere figli in futuro, sarebbe opportuno aspettare per fare un tatuaggio sulla pancia.

Tuttavia, chi non vuole rinunciare all’idea di far disegnare il suo corpo, potrebbe prendere in considerazione una valida alternativa, naturale e senza rischi, al tatuaggio: l’hennè.

Piccola accortezza anche in quest’eventualità: prestate attenzione che l’hennè sia di colore arancione, rosso o di tutte le sfumature del marrone. Non fatevi tatuare con l’hennè nera in quanto è tossica e potrebbe provocare reazioni allergiche.

Giusy Cerminara

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