Roma, operaio morto nel cantiere metropolitana

A Roma, in uno dei cantieri dedicati ai lavori per la nuova linea della Metropolitana cittadina è stato ritrovato il corpo ormai senza vita di un operaio di 41 anni, Bruno Montaldi.

L’uomo addetto al monitoraggio tecnico dell’impianto di congelamento stava facendo il turno notturno, quando l’indomani il suo è stato ritrovato morto in un pozzo di sicurezza. Si pensa che l’incidente sia dovuto ad una caduta in questa buca profonda 40 metri, contenete azoto liquido, anche se dai primi accertamenti l’uomo non riporterebbe segni di lezioni o altre tipologie di ferite.

Alemanno ha fatto subito sapere che è partita un’inchiesta da parte dell’Ispettorato del Lavoro, poichè secondo il primo cittadino “è necessario fare luce su questa vicenda per capire ciò che non ha funzionato“, simili considerazioni partono anche dal  Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini che aggiunge “Ogni volta che perde una vita sul posto di lavoro, è una sconfitta per tutti“.

Intanto la procura ha indagato il responsabile della sicurezza della Ikotecne di Napoli, la società subbappaltatrice i lavori per la metropolitana romana per cui lavorava l’operaio, con l’accusa di omicidio colposo; mentre a giorni verrà effettuata l’autopsia sul corpo dell’uomo per chiarire le ragioni del decesso.

In questo modo, si riapre la polemica sul tema della sicurezza sul lavoro, riponendo l’attenzione sul fenomeno delle “morti bianche“, ovvero su quelle persone decedute sul posto di lavoro, che in Italia si ridisegna come un fenomeno in aumento. Difatti, secondo i dati raccolti dall’ Anmil, Associazione Nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi di lavoro, le vittime fino ad oggi di questo 2011 sono già pari a 201.

E’ un dato preoccupante a cui tutti dovremmo porre molta attenzione.

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