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Crans-Montana, Jessica Moretti sarebbe scappata con l’incasso durante l’incendio

Fanno discutere le ultime notizie arrivate dalla Svizzera. Ci sarebbe un video che mostrerebbe Jessica Moretti scappare dal locale con la cassa

jessica moretti crans montana

La strage di Crans-Montana continua a scuotere l’opinione pubblica e ad aprire nuovi, inquietanti scenari sul piano delle responsabilità. Oggi delle notizie discutibili su Jessica Moretti, la proprietaria del locale. Con il passare dei giorni, le indagini stanno facendo emergere dettagli sempre più delicati su quanto accaduto all’interno del bar Le Constellation, teatro del devastante incendio che ha causato 47 vittime e 119 feriti. Anche Milo Infante ha commentato questa notizia: “Io non so se è vero, ma se lo fosse, racconterebbe molto dei gestori del locale” ha detto in diretta a Ore 14.

Devo dire che io non ho conferme di questa versione, il video non è ancora a disposizione dei giornalisti” ha detto Giuseppe Guastella del Corriere della sera.

Jessica Moretti e il video che fa discutere

Ma che cosa sarebbe successo? Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Jessica Moretti, proprietaria del locale insieme al marito Jacques, si trovava all’interno del bar nel momento in cui è divampato il rogo. Una circostanza centrale per l’inchiesta, perché proprio la donna sarebbe stata ripresa da due telecamere di videosorveglianza mentre lasciava il locale con la cassa in braccio, invece di tentare di prestare aiuto alle persone intrappolate.

Un dettaglio che rischia di complicare seriamente la sua posizione, aprendo anche all’ipotesi del reato di omissione di soccorso. Jessica Moretti, rimasta ustionata a un braccio, è attualmente indagata insieme al marito, che al momento dell’incendio si trovava in un altro locale del gruppo.

Il sovraffollamento: 400 persone dentro il bar

Tra gli elementi più gravi emersi finora c’è il sovraffollamento del locale. All’interno del bar, al momento dell’incendio, si trovavano circa 400 persone, il doppio della capienza massima consentita, come già dichiarato dal sindaco di Crans-Montana nei giorni successivi alla tragedia. Anche queste però sono notizie che devono essere confermate e che saranno ufficiali alla fine dell’inchiesta.

Una condizione che avrebbe reso estremamente difficile qualsiasi tentativo di evacuazione, trasformando il locale in una trappola mortale nel giro di pochi minuti, soprattutto a causa della presenza di pannelli di plexiglass che chiudevano la veranda.

Diverso a quanto pare, l’atteggiamento del figlio della donna. Tra le persone presenti quella notte c’era anche il figlio di Jessica Moretti, nato da un precedente matrimonio e capo dello staff del discobar. Secondo le testimonianze raccolte, sarebbe stato proprio lui a tentare di sfondare i pannelli di plexiglass nel disperato tentativo di creare una via di fuga per chi era rimasto intrappolato tra fumo e fiamme.

Un gesto che contrasta fortemente con quanto contestato alla madre e che potrebbe assumere un peso rilevante nella ricostruzione delle responsabilità individuali.

Indagini in corso su Jessica Moretti e sul marito

Jessica Moretti, tramite i suoi legali, si è già detta pronta a collaborare con gli inquirenti e a rispondere di eventuali responsabilità. Resta però aperto il nodo principale: stabilire se, in quei concitati istanti, avrebbe potuto fare di più per salvare delle vite.

La strage di Crans-Montana si conferma così una delle più gravi tragedie avvenute in un locale notturno in Svizzera, un caso destinato a far discutere ancora a lungo, non solo per le dimensioni del disastro, ma per le scelte umane e imprenditoriali che potrebbero aver contribuito a trasformare una serata di festa in un incubo collettivo.

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