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La mamma della piccola Beatrice si difende: “non l’ho uccisa io”

Respinge tutte le accuse la mamma della piccola Beatrice morta in casa a Bordighera: non è stata lei a ucciderla

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Restano forti ombre sulla tragica morte della bambina di due anni avvenuta lunedì 9 febbraio a Bordighera. La madre della piccola Beatrice, arrestata con l’accusa di omicidio preterintenzionale, continua a proclamarsi innocente, ma per ora resta in carcere. Il giudice per le indagini preliminari di Imperia non ha convalidato l’arresto richiesto dalla Procura per assenza di flagranza di reato. Nonostante questo, è stata comunque disposta la custodia cautelare in carcere, ritenendo concreto il pericolo di inquinamento delle prove e la presenza di gravi indizi di colpevolezza.

La mamma della piccola Beatrice nega di averle fatto del male

Posso stare in carcere anche 40 anni, ma prima o poi la verità verrà fuori: non ho mai sfiorato i miei figli, sono la mia ragione di vita”. Sono le parole che la donna avrebbe confidato ai suoi legali al termine dell’interrogatorio, come riportato da La Repubblica.

Secondo la pubblico ministero Veronica Maglio, la versione fornita dalla madre non troverebbe riscontro nella relazione preliminare del medico legale, che avrebbe evidenziato diverse lesioni al corpo e alla testa della bambina. Inoltre, quanto dichiarato dalla donna ai sanitari del 118 sarebbe in contrasto con le affermazioni rese successivamente durante l’interrogatorio di convalida.

Per questi motivi, la madre resta detenuta nel carcere di Pontedecimo. Come riferito a Fanpage.it dall’avvocata difensore Laura Corbetta, il giudice non ha accolto la richiesta dei domiciliari avanzata per permettere alla donna di stare con gli altri due figli, attualmente collocati in comunità.

“Li ho cresciuti da sola”: il dolore di una madre sotto accusa

Davanti al giudice, l’arrestata ha ribadito il profondo legame con i suoi bambini, sottolineando di averli cresciuti da sola: il padre dei minori si troverebbe infatti in carcere da tempo. Proprio per questo, la piccola Beatrice portava il cognome materno. I nonni paterni però raccontano che hanno sempre cercato di aiutare la mamma di Beatrice, anche se con lei non avevano rapporti, perchè non andavano d’accordo. Intervistata a Vita in diretta, la nonna della piccola, non riesce a credere che la donna possa aver picchiato una bambina così piccola ma parla di una persona poco attenta ai suoi figli.

Una situazione familiare complessa che si intreccia ora con un’indagine delicatissima, destinata a chiarire se dietro la morte della bambina ci sia stato un tragico incidente domestico oppure responsabilità penali.

Morte di Beatrice, attesa per l’autopsia: decisivi gli esami medico-legali

Nel frattempo proseguono tutti gli accertamenti sul caso. Il prossimo passaggio chiave sarà l’autopsia sul corpo della bimba, prevista per lunedì. L’esame dovrà stabilire con precisione la causa del decesso e verificare se i lividi riscontrati durante il primo esame esterno siano compatibili con una caduta dalle scale, come sostenuto dalla madre.

Solo i risultati medico-legali potranno chiarire cosa sia realmente accaduto nelle ultime ore di vita della piccola Beatrice. Intanto, la donna resta in carcere, mentre l’inchiesta continua tra silenzi, dolore e interrogativi ancora senza risposta. A parlare in queste ore anche il nonno materno della piccola Beatrice: non aveva mai visto prima lividi sul corpo della nipotina, li ha visti solo dopo la sua morte.

La storia che arriva da Bordighera è molto complicata e racconta di un grande disagio familiare. Il papà di questi bambini, secondo il racconto dei parenti della donna, era violento, faceva del male a sua moglie e anche ai bambini ma non ci sono mai state richieste di aiuto agli assistenti sociali.

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