Daniela Ruggi aveva comprato un test di gravidanza prima di scomparire nel nulla?
Secondo le ultime notizie, Daniela Ruggi avrebbe comprato un test del dna prima di morire. Sospettava di essere incinta?
Un dettaglio emerso solo ora rischia di cambiare il quadro attorno alla tragica vicenda di Daniela Ruggi. Pochi mesi prima di sparire nel nulla, la giovane aveva acquistato un test di gravidanza in una farmacia di Montefiorino. L’acquisto risalirebbe al 24 maggio 2024, secondo quanto confermato a Fanpage.it da fonti informate.
Un elemento che aggiunge ulteriori ombre a una storia già drammatica, soprattutto alla luce del ritrovamento del suo teschio all’interno di una torre pericolante, a poca distanza dalla sua abitazione. Non se ne era mai parlato prima anche perchè, le persone che frequentavano Daniela Ruggi, gli “uomini” della sua vita, che hanno rilasciato anche diverse interviste in tv, avevano detto di non aver avuto nessun rapporto fisico con la ragazza.
Daniela Ruggi sospettava di essere incinta?
Dalle ricostruzioni emerse durante le indagini, Daniela Ruggi non aveva una relazione sentimentale stabile al momento della scomparsa. Eppure, chi la conosceva racconta di una giovane donna che parlava spesso del desiderio di diventare madre, di costruire una famiglia tutta sua.
Resta quindi difficile stabilire cosa l’abbia spinta ad acquistare quel test di gravidanza: un semplice gesto legato a un sogno coltivato da tempo oppure qualcosa di più concreto. Gli investigatori non escludono infatti che Daniela possa essere entrata in contatto con persone che avrebbero approfittato della sua condizione di fragilità psichica e del suo profondo desiderio di avere un figlio. Un’ipotesi inquietante, che apre scenari ancora tutti da chiarire.
“Rapporti opachi”: gli inquirenti cercano risposte
A fare il punto sulla situazione è stata anche la legale del fratello della 32enne. Alberto Ruggi, secondo quanto riferito, non era a conoscenza di frequentazioni sentimentali della sorella. L’avvocata Deborah De Cicco ha spiegato che sarà necessario approfondire eventuali “rapporti opachi”, come riportato anche da Il Resto del Carlino. Un passaggio cruciale per capire se Daniela Ruggi fosse entrata in contatto con qualcuno poco prima della scomparsa e, soprattutto, se questo possa avere avuto un ruolo nel suo tragico destino.
Nel frattempo le ricerche continuano senza sosta nell’area della torre Pignone, il luogo in cui è stato rinvenuto il teschio attribuito alla giovane. Nelle ultime ore è stato individuato un nuovo reperto osseo. Al momento non è possibile stabilire se appartenga a Daniela Ruggi: serviranno ulteriori accertamenti genetici per avere una conferma definitiva.
Parallelamente, è in corso la messa in sicurezza della struttura pericolante. Gli investigatori puntano infatti a entrare all’interno del rudere, nella speranza di trovare altri resti umani o elementi utili alle indagini.
L’ipotesi: Daniela Ruggi sarebbe morta nella torre
La pista principale resta quella di una morte avvenuta proprio all’interno della torre. Secondo questa ricostruzione, Daniela Ruggi sarebbe deceduta nello stesso luogo dove, mesi dopo, è stato ritrovato il teschio. Per avvalorare questa ipotesi, però, sarà fondamentale poter ispezionare l’interno della struttura. Solo allora sarà possibile capire se vi siano ulteriori tracce riconducibili alla 32enne e fare finalmente luce su una vicenda che continua a sollevare domande dolorose.
Il test di gravidanza acquistato poche settimane prima della scomparsa resta oggi uno dei tasselli più delicati dell’inchiesta: un piccolo oggetto che potrebbe raccontare molto degli ultimi giorni di Daniela Ruggi e, forse, aiutare a ricostruire cosa sia realmente accaduto. Se davvero la ragazza sospettava di essere incinta, poteva magari aver minacciato di rivelare tutto, di dire chi era il padre del bambino ( non si può persino escludere che fosse una persona sposata). O se qualcuno si fosse approfittato di lei e Daniela Ruggi avesse le prove per dimostrarlo? Tutto porterebbe a un possibile movente, se di omicidio si tratterà.