Mamma Patrizia resta accanto al suo bambino: “finchè respira non lo lascio”
Mamma Patrizia continua a restare accanto al suo bambino ma le speranze che possa ricevere un altro cuore ormai, non ci sono più
Attese, speranze, attese, delusioni. La famiglia del piccolino, mamma Patrizia, l’Italia intera. Tutti fermi ad aspettare le risposte, a capire chi ha sbagliato. Purtroppo però a quanto pare, questa storia, non avrà un lieto fine e il miracolo non accadrà. «Gli esperti hanno deciso di no, quindi non ci sarà un nuovo trapianto. Però, finché mio figlio respira, è vivo, quindi non lo lascio». Le parole di mamma Patrizia pesano come macigni, ma raccontano anche una forza che sembra non conoscere limiti. È quella determinazione silenziosa che solo una madre può avere davanti all’impensabile: restare accanto al proprio bambino, anche quando ogni speranza sembra spegnersi.
La forza di mamma Patrizia che resta accanto al suo piccolino
Ieri Patrizia ha trascorso l’intera giornata all’Ospedale Monaldi di Napoli, in attesa di un verdetto che teneva col fiato sospeso lei, il marito e un Paese intero. Ha visto il piccolo Domenico attraverso un vetro, gli è rimasta vicino, ha sperato fino all’ultimo. Nel giro di poche ore ha attraversato un’altalena emotiva devastante: dalla possibilità di un secondo trapianto di cuore alla dura realtà di un nuovo parere negativo. Un’attesa lunga, carica di paura e speranza, conclusa con una rassegnazione che non cancella l’amore.
>>> Perchè il team di luminari ha detto no a un secondo trapianto
Accanto a lei anche il cardinale Domenico Battaglia, che ha pregato insieme alla mamma e al bambino, promettendo di tornare ogni giorno per condividere quel momento di raccoglimento. Un sostegno umano e spirituale che, pur non cambiando l’esito medico, ha rappresentato un abbraccio prezioso in una delle giornate più difficili. «Mi ha chiamato anche in serata, mi ha detto che verrà sempre qui a pregare con me», ha raccontato Patrizia con voce stanca ma grata.
Secondo il pool di esperti, Domenico non riuscirebbe a sopravvivere a un nuovo intervento: il suo cuoricino è sostenuto solo da un macchinario che, col passare del tempo, compromette altri organi vitali. «Non so se chiederemo altri pareri. Ora la testa è da un’altra parte, poi parlerò con il mio avvocato e valuteremo», ha spiegato la madre al termine di quella che definisce la giornata più lunga dal 23 dicembre. Intanto lei resta lì, mano nella mano con suo figlio, mentre l’Italia osserva in silenzio questa battaglia fatta di attese, preghiere e di un amore che non conosce resa.
Il legale ha spiegato in tv che ci sarà tempo per valutare quello che è stato messo nero su bianco sui verbali del team di luminari arrivati ieri a Napoli mentre mamma Patrizia resta accanto al suo bambino e l’Italia intera prega per questa creatura innocente.