Rossella Urru: non dimentichiamo la ragazza sarda rapita in Algeria

Pochissimo in questi mesi si è parlato della ragazza sarda rapita in Algeria: si chiama Rossella Urru, ed è una cooperante italiana. Fu rapita il 22 ottobre scorso da un gruppo terroristico. In quattro mesi di Rossella Urru non se n’è quasi mai parlato. Noi accogliamo l’appello dei familiari e di Geppy Cucciari al festival di Sanremo, affinché Rossella non venga dimenticata. E vi raccontiamo la sua storia. La giovane lavora per la Ong, Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei popoli, presso un campo di profughi a Saharawi. È lei che, assieme ad altri cooperanti, si occupa di garantire loro cure, acqua e viveri. In particolare la Urru si occupava di donne e di bambini, prima del suo rapimento. La ragazza è stata prelevata dal campo profughi di Hassi Rabuni, capitale amministrativa dei campi profughi per rifugiati saharawi, nei pressi di Tindouf, nella notte tra sabato 22 e domenica 23 con due cooperanti spagnoli, Ainhoa Fernandez de Rincon ed Enric Gonyalons. Ma è ancora viva: ci sono le prove.Il 12 dicembre scorso viene mostrato un video ad un giornalista dell’Afp. Il video viene mostrato da un mediatore che si sta adoperando per la liberazione degli ostaggi. Nel filmato, durata meno di due minuti, sono inquadrati i volti di un uomo e due donne, preceduti dal nome dell’organizzazione terroristica, dissidente di Al Qaeda, che ha rivendicato il sequestro: Jamat Tawhid Wal Jihad Fi Garbi Afriqqiya (“Movimento Monoteista per la Jihad in Africa Occidentale”). Rossella in quel video era vestita con una tunica di colore blu. Dietro di lei e dei due cooperanti spagnoli rapiti, c’erano sono uomini armati, col viso parzialmente comperto da un turbante. Dopo quel 12 dicembre quasi nessuno parlerà più di Rossella Urru. Ma noi adessoci batteremo affinché non venga dimenticata.  Vi segnaliamo a questo proposito un sito, http://www.rossellaurru.it/, che raccoglie l’appello disperato dei familiari della giovane. Sul sito, in una nota dal titolo “Per la liberazione immediata di Rossella Urru”, si legge: “In molti abbiamo vacillato di impotenza. Ci siamo sentiti infinitamente soli di fronte a tanto assurdo, svuotati da tanta assenza improvvisa. Così ci siamo chiusi in un lungo silenzio. Ma quello che noi credevamo un silenzio si è rivelato essere in realtà un coro di voci giunte da ogni dove. Un coro di solidarietà e di affetto che, dalla notte tra il 22 e il 23 ottobre, diventa sempre più accorato, sempre più grande e sincero. Senza addentrarsi in considerazioni ed analisi di ordine politico o religioso, lasciando quindi che siano gli esperti ad occuparsene in altre sedi più appropriate, questo blog vorrebbe solamente essere il punto di incontro fra tutte queste voci. Raccogliendo e condividendo in un unico spazio libero e aperto a tutti le numerose testimonianze per l’immediata liberazione di Rossella Urru.”

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