Napoli: trovato pozzo contaminato da sostanze tossiche

La procura di Napoli ha eseguito il sequestro di un altro pozzo a Caivano, presso la località Ponte delle Tavole. Si tratta di un terreno di 47mila metri quadrati, già arato e pronto per la semina. Tale terreno era destinato ad essere irrigato con l’acqua contaminata, contenuta nel pozzo. Fortunatamente la procura di Napoli è riuscita a bloccare l’operazione, prevenendo così gli eventuali pericoli che avrebbero minacciato la salute pubblica.   Il terreno si trova in corrispondenza della stessa falda acquifera dei cinque pozzi irrigui e dei relativi terreni, che erano già stati sequestrati nella  località di Sanganiello.

Dopo una serie di analisi eseguite dall’Arpa Campania, pare che l’acqua del pozzo presentasse un superamento dei limiti di concentrazione della soglia di contaminazione delle acque sotterranee, tenendo presente quei parametri relativi ai fluoruri che risultano più del doppio; ai solfati (più del doppio), arsenico (più del triplo) e manganese (più del 20%).

Inoltre, è stata scovata anche la presenza di diclorometano, cloruro di metilene, solvente utilizzato nella chimica industriale, risultato inquinante per gli uomini ai sensi della normativa in materia di classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze e preparati pericolosi. In poche parole, possibile cancerogeno per l’uomo.

Secondo le ultime ricerche scientifiche, sembra che nel bicloro di metano sia presente un veleno mutageno, ovvero che causa modifiche del codice genetico, e teratogeno. Quest’ultima caratteristica è forse quella più allarmante. Il veleno, infatti, modifica il feto durante la gravidanza, provocando così malattie gravissime.

Il generale Sergio Costa, ha riferito che: «Si tratta della prima volta che ritroviamo una sostanza simile.  Il bicloro, secondo legge, non dovrebbe per niente essere presente nell’acqua, poiché la legge non ne permette la presenza neanche di un nanogrammo. Noi, invece, ne abbiamo trovati 71. Stiamo parlando di una percentuale superiore del 710% rispetto a quella consentita, che è zero».

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