Liberazione Khodorkovskij: “Non farò politica in Russia”

All’indomani della liberazione di Mikhail Khodorkovskij, il magnate del petrolio russo graziato da Vladimir Putin dopo dieci anni di carcere è tornato a parlare di una decisione, che per molti è stata presa dall’attuale presidente russo per migliorare l’immagine del paese in vista delle olimpiadi invernali di Sochi 2014.
Khodorkovskij, rievocando il recente passato, ha dichiarato: “Quando Vladimir Vladimirovich (Putin, ndr) diceva di essere disposto a prendere in considerazione una grazia, ogni volta poneva l’accento sulla necessità di una confessione. E questo era per me inaccettabile“. Oltre a una questione di orgoglio, per Khodorkovskij vi era la consapevolezza che una confessione avrebbe significato far ricadere le colpe anche su altre persone: “Scrivere un falso documento in risposta a un altro documento – ha continuato il magnate russo – non mi provocava alcun disagio morale. C’era solo un problema non falso, cioè la confessione di colpa: se infatti avessi scritto che riconoscevo la mia colpa, avrei messo molte delle persone che stimo in una situazione molto difficile“. In altre parole: “Qualsiasi persona che lavorava per Yukos sarebbe diventata vulnerabile“.
Questa volta, invece,  dal governo russo non è arrivata alcuna richiesta di confessione e Khodorkovskij è stato rilasciato senza alcuna condizione. Tuttavia, il magnate, che dopo essere stato liberato ha riparato in Germania, ha detto di non aver intenzione di tornare in politica, né di richiedere la restituzione dei beni sottrattigli.
Negli ambienti internazionali, intanto, si fa sempre più largo la voce che vede nella cancelliera Angela Merkel la figura decisiva che ha portato alla liberazione del magnate russo. Frau Merkel, nel frattempo, ha fatto sapere che non presenzierà all’inaugurazione dei giochi olimpici di Sochi, che si svolgeranno nel mese di febbraio. All’appuntamento, stando a quanto riportato dai media tedeschi, parteciperà il ministro degli Interni Thomas de Maiziere.

 

 

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