Riforme, Berlusconi: Renzi buon interlocutore per il nostro partito

Il leader di Forza Italia conferma l'ottimo rapporto con il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi. È un buon interlocutore per il programma di riforme

Silvio Berlusconi è intervenuto telefonicamente oggi, ad una convention organizzata dai giovani di Forza Italia a Napoli. Dalla bocca del cavaliere parole dolci nei confronti di Matteo Renzi, nuovo segretario del Partito Democratico: «Dopo venti anni di insulti forse abbiamo trovato l’interlocutore nel nuovo leader del partito principale che si oppone a noi. Con lui abbiamo avviato un processo di riforme che non sono le riforme di Renzi ma le nostre stesse riforme fin dalla nostra discesa in campo». Lo stesso Berlusconi ha poi aggiunto riguardo al programma di riforme: «Alcune di queste riforme sono quelle che approvammo già in Parlamento e che la sinistra cancellò con un referendum sciagurato. Altrimenti, l’Italia sarebbe un Paese moderno già da anni». Per il leader di Forza Italia, una speranza: «Poter andare avanti sulle riforme e faremo di tutto per non rimanere delusi anche questa volta. Troppe volte la generosità del centro destra è stata ripagata con l’odio politico e l’invidia degli avversari».
L’ex senatore di Forza Italia ha invitato gli italiani a scendere «nel campo della politica» in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. «Credo sia dovere di tutti gli italiani di buonsenso che amano la libertà di impegnarsi direttamente e personalmente nel campo della politica. E credo – ha aggiunto – e spero che siano molti gli italiani disposti a farlo. Qualcuno pensa che la politica è sporca ma se continuiamo a farla andare avanti così sarà sempre più sporca. Abbiamo il compito di scendere in campo e l’occasione è già alle prossime europee dove noi pensiamo di avere come moderati la maggioranza del Paese ma i sondaggi ci dicono che ci sono troppi indecisi». Berlusconi sostiene di dover far breccia nel campo degli indecisi, considerato come circa il 40% dell’elettorato e allo stesso tempo di dover catturare consensi tra gli elettori grillini «disgustati dai comportamenti dei loro parlamentari»; in questo modo spiega l’idea della costituzione di 12 mila club in tutta Italia. Sono i giovani il target più considerato dal leader di Forza Italia affinché: «con il loro entusiasmo e con il sistema antico della catena di Sant’Antonio e con il porta a porta facciano conoscere le nostre idee e i nostri valori a chi è indeciso».
«Io ho un sogno, – si sbilancia l’ex senatore di Forza Italia, riprendendo un incipit utilizzato da Martin Luther King – vincere, che è un sogno difficile ma se lo stesso sogno lo facciamo in molti ci sono molte più probabilità che possa diventare realtà».

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