L’addio della De Girolamo tra l’indifferenza di Letta e Alfano

Nunzia De Girolamo si è dimessa. Ora, il posto di Ministro dell’Agricoltura è vacante (in attesa, forse, di Oscar Farinetti). Quello che alcuni definiscono “Benevento-gate”, ovvero, lo scandalo che ha colpito l’Asl della cittadina campana, ha dato i suoi frutti. Aspettati da tempo.

A pesare sulla decisione dell’ex ministro sembra essere stata l’indifferenza. Già, perché nessuno, dall’alto, si è scomodato per difenderla. Alfano, leader del Nuovo Centro Destra nonché vicepremier, per esempio, si è ben guardato dal proseguire la sua decisa difesa iniziale. “Siamo davanti a una persona non indignata, intercettata illegalmente, che non ha commesso alcun reato e contro la quale si è scatenato un linciaggio – affermava Alfano il 16 gennaio scorso -, speriamo che Letta non dia ascolto all’arroganza dei diktat di Renzi, altrimenti qui siamo pronti a togliere la fiducia al governo”. Si, come no… E Letta? Il Presidente del Consiglio non solo non la difese settimana scorsa, quando Nunzia, dinanzi l’aula semi-deserta della Camera, proclamava la sua onestà, ma dalla Gruber, giovedì scorso, riguardo l’ex ministro e la Cancellieri disse: “Si può migliorare”.

Nel domino che ha portato alle dimissioni della De Girolamo ci sono tanti altri nomi, uno su tutti quello di Clemente Mastella. Come dimenticare la diatriba via sms? Per non scordate poi l’ex collega Mara Carfagna che, a detta del ministro dimissionario “avrebbe potuto ma non ha mosso un dito per aiutarla”.

Dimissioni accettate – Il 4 febbraio era piuttosto vicino, giorno in cui era stata calendarizzata la mozione di sfiducia del Movimento 5 Stelle nei confronti della De Girolamo, e il passo indietro dell’ex ministro dell’Agricoltura ha, come si suol dire, “tolto le castagne dal fuoco” al governo di Letta, in odore di rimpasto. Il Nuovo Centro Destra invece l’ha rincuorata. Lupi ha affermato: “La guadagneremo in ruoli di grande responsabilità del partito”. Auguri.

Due pesi, due misure? – “Se fosse coerente – afferma Fico del M5S – si dovrebbe dimettere anche da parlamentare. Noi andiamo avanti, stiamo facendo l’unica vera opposizione in Parlamento. Adesso aspettiamo che se ne vada la Cancellieri”. Già, perché oltre ad essere rimasto indifferente, il Governo Letta, secondo la De Girolamo, non ha difeso la sua dignità. Perché lei è stata “costretta” a dimettersi e il guardasigilli Cancellieri no?

Il giro di ministri da “rottamare” – Dalla De Girolamo, si torna dunque alla Cancellieri, accusata (politicamente) per le sue telefonate con i Ligresti e chiaramente, per i favori che avrebbe compiuto a loro vantaggio. Ma non sono le sole ad essere sulla “graticola”. Che dire della Carrozza e di Saccomani dopo la faccenda degli scatti d’anzianità “rubati” agli insegnanti? E che dire dello stesso Angelino Alfano? Non penserà mica che l’opposizione si sia dimenticata del caso Shalabayeva

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