Processo Meredith, parla il giudice: Amanda e Raffaele quella sera erano liberi

All’indomani della sentenza sul processo Meredith parla il giudiche che ha condannato in secondo grado Amanda Knox e Raffaele Sollecito, due dei tre imputati per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher (il terzo, Rudy Guede, è stato condannato con rito abbreviato a 16 anni di carcere). Come si saprà, la Corte d’Assise d’Appello di Firenze ha deciso di ripristinare una nuova condanna.
In un’intervista rilasciata al quotidiano romano “Il Messaggero”, Alessandro Nencini, presidente della corte che ha espresso il giudizio, si è pronunciato sulla vicenda e sulle motivazioni che hanno portato alla condanna in secondo grado: “Quella sera Amanda Knox e Raffaele Sollecito non avevano nulla da fare. L’omicidio nasce da lì – ha dichiarato Nencini -. Fino alle 8 e 15 Amanda doveva andare a lavorare da Lumumba, Raffaele alla stazione per un’amica. Poi la situazione è cambiata“.
Il giudice Nencini ha poi confermato la sensazione della corte di essere “bombardata dalla tv“. E sulla sentenza del processo per la morte di Meredith si è detto umanamente dispiaciuto: “È stata una condanna sofferta, anche io ho dei figli” ha commentato Nencini.
Il giudice Nencini ha parlato anche ai microfoni del Corrire della Sera: “Se quel giorno la Knox fosse andata al lavoro, probabilmente Meredith sarebbe ancora viva” sostiene Nencini, che sul movente che verrà depositato nella sentenza dichiara che “abbiamo sviluppato un ragionamento. Sono consapevole che sarà la parte più discutibile“. Nencini ha poi aggiunto: “Non pare esserci un momente prevalente, – precisa – il crimine è nato e maturato all’interno di una serata tra ragazzi. Cosa sia successo esattamente dopo le otto e un quarto di quella sera nessuno lo sa“.
Per il giudice Nencini, il giudizio nel processo Meredith è stato condiviso dalla giuria: “Ho parlato di decisione condivisa – ha dichiarato -. Posso dire che in tutti questi mesi e in particolare al momento dell’ultima riunione abbiamo avvertito la gravità di una sentenza che coinvolge ragazzi persone giovani e intere famiglie. Questa è una vicenda che ha stravolto molte vite“.

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