Attentato al Tribunale di sorveglianza di Trento: rivendicazione anarchica

L’attentato al Tribunale di sorveglianza di Trento dello scorso 28 gennaio sarebbe riconducibile all’area anarchica. L’ipotesi degli inquirenti sarebbe suffragata da una rivendicazione comparsa su un sito internet vicino agli anarchici. Nell’esplosione, nessuno rimase ferito.
A far esplodere una bombola di gas davanti al Tribunale di sorveglianza a Trento sarebbero stati dunque un gruppo di anarchici. La deflagrazione era avvenuta poco dopo le ore 5 dello scorso 28 gennaio. Il convincimento degli investigatori si basa su un messaggi pubblicato sul web in cui si farebbe riferimento a persone attualmente in carcere e al fatto che l’attentato sarebbe stato organizzato per dare voce a questi detenuti.
L’ordigno era sto posizionato poco fuori gli uffici situati nel palazzo del Centro Europa in via Jacopo Aconcio, proprio a pochi passi dal palazzo della Provincia. Come detto, nessuna persona era rimasta ferita e l’esplosione aveva provocato soltanto la rottura di un paio di vetrate degli uffici del Tribunale di sorveglianza, l’organo preposto a decidere le modalità con cui vanno scontate le condanne alternative a quella detentiva in carcere.
Adesso, agli inquirenti spetterà il compito di confermare la veridicità della rivendicazione. La storia italiana d’altronde ha più volte visto vicende in cui gli anarchici sono comparsi tra i protagonisti, salvo poi scoprire che la loro citazione fosse stata fatta soltanto per depistare le indagini e l’accertamento della verità.

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