Perugia vi odia: il gruppo su Facebook contro Amanda e Raffaele

Tutto è partito dalla foto postata da Amanda Knox sul suo profilo di Twitter. Un autoscatto in cui, in un drammatico bianco e nero, la ragazza tiene tra le mani un cartello bianco con su scritto “Siamo innocenti”. Da qui, la protesta del web. Su Facebook nasce una pagina dal titolo “Amanda e Raffaele Perugia VI ODIA”.

Pochi giorni sono bastati per raggiungere migliaia di adesioni. Il web si è scatenato contro Amanda Knox e Raffaele Sollecito, entrambi condannati dalla Corte d’appello d’Assise per l’omicidio della studentessa Meredith Kercher. Diverse le foto in risposta dei giovani aderenti alla pagina. Nella maggior parte dei casi, sui cartelli bianchi c’è scritto #perugiaviodia. Ma soprattutto, disparati i commenti: “Te lo diamo noi il tweet, Perugia vi odia”,”Perugia vi odia e non vi vuole”,”Fate schifo” e molti altri ancora, anche più coloriti.

La città si divide – In molti, tuttavia, hanno condannato l’iniziativa. Basti guardare la pagina per capire lo scontro tra chi ritiene Amanda e Raffaele innocenti e chi, con fervore ha aderito all’iniziativa del giovane perugino che ha creato la pagina. “Spero che tutte le 2200 ‘persone’ che hanno messo mi piace a questa pagina brucino nel maledettissimo inferno e possano incontrare il loro Rudy Guede – scrive un utente -. Tutti su questa pagina sanno che Rudy ha fatto quel che ha fatto da solo. Gli italiani devono essere la più ignorante, maleducata e pericolosa società presente sulla faccia della terra. Ciascuno di voi brucerà all’inferno…ammesso che ci sia un inferno. Feccia dell’umanità…tutti voi.” C’è chi se la prende con la città e con la sua dilagante decadenza, chi accusa i critici della pagina di difendere un assassina rifugiata a Seattle, chi, sulle pagine dei giornali, tira in ballo Roy Bean ed il suo modo di giudicare da vecchio West. C’è tutto questo e ancora di più.

KnoxLa Knox dal canto suo, attraverso il suo blog, lancia un ennesimo messaggio. In risposta scrive un post dal titolo “Perugia ti voglio bene” che in sostanza spiega l’accaduto. La ragazza afferma che l’odio maturato nei suoi confronti riflette la natura del caso Meredith ed è una delle poche cose che possono spiegare la persecuzione nei confronti suoi e di Raffaele Sollecito. “Queste persone che portano le loro emozioni sui cartelli aiutano me e il mondo a capire quello che è realmente accaduto […]. Il mio amore – sottolinea Amanda – si estende invece a quella Perugia compassionevole e generosa che abbiamo conosciuto durante la mia prigione”.

Amanda in prigione dovrà tornarci. La sentenza è stata chiara. Il web si sa, è spesso un calderone in cui le critiche e gli insulti la fanno da padrona. Il caso Meredith è molto delicato ma affermare (Pierangelo Sapegno de La Stampa) che in tutto questo (la pagina Facebook) “c’è qualcosa di folle e incomprensibile, così medievale e così oscuro, e così lontano da qualsiasi senso di giustizia, da far quasi paura”, sembra davvero eccessivo.

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