Cremona, cadavere nel fiume è di imprenditore suicida

Il cadavere ritrovato venerdì scorso nel Po all’altezza di Cremona appartiene a Renzo Rasparini. La vittima era un imprenditore piacentino. Le forze dell’ordine sono sicure che si sia tratto di suicidio. All’origine del gesto ci sarebbero stati dei problemi economici.
La storia di Renzo Rasparini ricorda quella di tante altre persone che negli ultimi mesi hanno deciso di farla finita, non riuscendo più a tenere testa a una crisi economica che sta travolgendo sempre più persone, distruggendo posti di lavoro ma anche intere esistenze. Perché perdere il lavoro – o comunque vederlo seriamente compromesso, nel caso di imprenditori che finiscono in mezzo ai debiti – spesso significa vedere incrinati anche i rapporti sociali.
Nel caso di Renzo Rasparini, il 61enne di Pontenure, località in provincia di Piacenza, il cui corpo è stato ritrovato venerdì scorso da un pescatore, che si trovava in barca lungo il fiume Po, all’altezza di Cremona, i debiti contratti avrebbero avuto un ruolo decisivo nel portare l’uomo a compiere il suicidio. Di ciò ne sono pressoché certe le forze dell’ordine, che hanno esaminato la situazione finanziaria dell’uomo.
Rasparini era titolare di una piccola azienda di impianti elettrici. Di lui non si è più saputo nulla da più di un mese: era infatti il 6 gennaio scorso, quando l’uomo uscì di casa senza più farvi ritorno. Il ritrovamento del cadavere è avvenuto il 21 febbbraio. Questo ennesimo suicidio da parte di un imprenditore riporta l’attenzione sulla lentezza con cui la politica nel nostro Paese si sta adoperando per risollevarsi dalla crisi economica, a differenza di quanto accade in altri paesi dell’Unione Europea.

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