A Verissimo il dolore di mamma Patrizia per il piccolo Domenico: “non voglio incolpare nessuno”
A Verissimo tutto il dolore di mamma Patrizia ma soprattutto la voglia di ricordare il piccolo Domenico
Nello studio di Verissimo, davanti a Silvia Toffanin, Patrizia Mercolino ha trovato la forza di raccontare ancora una volta la storia del piccolo Domenico Caliendo, scomparso il 21 febbraio scorso dopo un trapianto al cuore che non ha avuto l’esito sperato. Un dolore composto, mai urlato, ma profondamente percepibile nelle sue parole. La madre ha ripercorso ogni passaggio di quei giorni drammatici: l’attesa, la speranza, il peggioramento improvviso. Un racconto che non è soltanto memoria, ma anche il primo passo di un impegno che oggi rappresenta la sua nuova missione di vita.
A Verissimo mamma Patrizia per ricordare Domenico
Insieme al marito, Patrizia ha deciso di affidarsi all’avvocato Francesco Petruzzi, che ha avanzato una richiesta importante sul piano giudiziario: l’aggravamento dell’ipotesi di reato nei confronti degli indagati. Non più omicidio colposo, ma omicidio volontario con dolo eventuale. Una definizione giuridica complessa, che l’avvocato ha spiegato in modo chiaro: si parla di dolo eventuale quando si accetta consapevolmente il rischio che un evento grave possa verificarsi, pur perseguendo un altro fine. Secondo la tesi difensiva, per 45 giorni non sarebbero state prese in considerazione terapie alternative che avrebbero potuto permettere al bambino di arrivare al giorno in cui si è presentata una nuova possibilità di trapianto. Un’accusa che, se confermata, cambierebbe radicalmente il quadro processuale.
Nel corso dell’intervista a Verissimo, Patrizia Mercolino ha mostrato una forza sorprendente. Non rabbia, ma determinazione. “Fino a quando non ci saranno nomi scritti dai magistrati, non voglio incolpare nessuno”, ha dichiarato con lucidità nello studio di Verissimo. Parole che raccontano una madre che chiede chiarezza, non vendetta. Anche l’avvocato ha precisato che l’obiettivo non è individuare capri espiatori, ma ottenere una condanna qualora emergano responsabilità precise. Per Patrizia, la giustizia è l’unico modo per dare un senso alla perdita e trasformare il dolore in qualcosa di costruttivo.
“Non posso fermarmi, devo fare qualcosa che mi tenga vicino a lui”. È in questa frase che si racchiude la nuova direzione della sua vita. Restare immobile nel dolore non è un’opzione. Patrizia vuole che la storia di Domenico diventi un monito, un punto di riflessione, un seme di cambiamento. Ricordarlo significa anche vigilare, informare, proteggere altri bambini e altre famiglie. La memoria, per lei, è un atto concreto.
Tra i progetti futuri c’è la creazione di una fondazione dedicata a Domenico Caliendo. Un’iniziativa che nasce anche dall’esigenza di evitare truffe e speculazioni che, secondo quanto raccontato, si sarebbero verificate subito dopo la morte del piccolo. “Non accetto che si usi il dolore di una famiglia per fare soldi”, ha detto con fermezza a Verissimo. Patrizia non ha mai chiesto né accettato denaro, ma desidera che eventuali donazioni siano convogliate esclusivamente nella fondazione che porterà il nome del figlio. Un modo per trasformare la tragedia in aiuto concreto e per garantire che Domenico continui a vivere attraverso un progetto trasparente e solidale.