Pietracatella, nuova svolta nelle indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita: denunciata un’amica di famiglia

Non si arriva ancora a una soluzione nel giallo di Pietracatella ma ci sarebbe una denuncia: una amica di famiglia avrebbe mentito sulla situazione che c'era tra i componenti del nucleo familiare

il giallo di pietracatella news

A quasi sei mesi dalla tragica morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, avvenuta a Pietracatella, in provincia di Campobasso, emerge una nuova svolta nell’inchiesta che cerca di fare luce sul presunto duplice omicidio. Gli investigatori hanno denunciato per favoreggiamento una persona molto vicina alla famiglia Di Vita, ritenendo che alcune dichiarazioni rese nel corso degli interrogatori non siano risultate compatibili con gli elementi raccolti durante le indagini. Un passaggio che potrebbe rivelarsi importante per ricostruire il contesto in cui maturò la tragedia.

Un vero e proprio giallo quello di Pietracatella, i mesi passano ma le risposte per il momento non arrivano. Tutti però continuano a parlare di un incidente, di qualcosa di casuale, a nessuno, vicino alla famiglia Di Vita, pensa che Sara e Antonella siano state uccise in modo volontario. Si arriverà a una soluzione di questo caso?

A Pietracatella la denuncia per favoreggiamento e le contraddizioni emerse

La persona denunciata sarebbe una stretta amica della famiglia, ascoltata dagli investigatori per ben tre volte tra gennaio e giugno come persona informata sui fatti. In tutte le occasioni, la donna avrebbe sostenuto che all’interno della famiglia Di Vita non esistessero particolari tensioni o problemi. Lo riferisce anche l’Ansa in una nota del 12 giugno 2026.

Tuttavia, secondo quanto emerso dagli accertamenti effettuati dalla polizia, questa versione non coinciderebbe con alcuni riscontri oggettivi acquisiti nel corso dell’inchiesta. Gli investigatori ritengono infatti che la donna fosse a conoscenza delle difficoltà e delle dinamiche familiari che caratterizzavano il nucleo coinvolto nella vicenda. La presunta reticenza mostrata durante gli interrogatori avrebbe quindi portato alla denuncia con l’accusa di aver ostacolato il lavoro degli inquirenti.

Probabilmente chi indaga, grazie alle analisi dei cellulari e dei dispositivi di tutte le persone della famiglia, ha trovato risposte che altri non hanno dato.

A Pietracatella il muro di silenzio e i nuovi interrogatori in Questura

La denuncia non sarebbe un episodio isolato. Nel corso degli ultimi mesi, chi indaga sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita avrebbe incontrato più volte difficoltà nel raccogliere testimonianze complete e dettagliate da parte di persone vicine alla famiglia. Un atteggiamento che, secondo gli investigatori, avrebbe rallentato la ricostruzione dei fatti e delle relazioni interne al nucleo familiare.

Nelle scorse settimane, anche il programma televisivo “Dentro la Notizia” ha parlato di presunte tensioni e contrasti emersi tra i familiari delle vittime, delineando un quadro ben diverso da quello di una famiglia serena e senza problemi. Intanto le attività investigative proseguono senza sosta: anche oggi, venerdì 12 giugno, negli uffici della Questura continuano gli interrogatori di amici, conoscenti e persone che potrebbero fornire elementi utili per chiarire definitivamente quanto accaduto a Pietracatella.

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