Euro ai massimi livelli dal 2008. Ma in Italia c’è euroscetticismo e disagio sociale

La moneta europea vola e raggiunge i livelli massimi rispetto al dollaro. L’euro tocca infatti quota 1,3915 dollari, il livello più alto dall’ottobre del 2011. Tuttavia, in previsione delle elezioni europee, in Italia vige l’euroscetticismo.

Più della metà degli italiani non si sente cittadino europeo ed è convinta che l’Unione Europea non stia percorrendo le strade giuste per aiutare il nostro Paese. Come dargli torto? Inoltre – riporta il Sole 24 Ore – crolla la fiducia nelle istituzioni comunitarie. I dati emersi dall’ultimo Eurobarometro Standard, il sondaggio sulla visione che i cittadini del blocco hanno dei loro governi e dell’Europa, oltre che delle loro preoccupazioni e aspettative, promosso proprio dalla Commissione europea, evidenziano come l’Italia sia uno dei soli 5 Paesi Ue dove la percentuale di coloro che si sentono cittadini europei (45%) è inferiore del 50% del campione nazionale.

Euro – Per quanto riguarda la moneta unica, il bilancio redatto dall’Eurobarometro evidenzia invece una certa fiducia. Tuttavia poco entusiasmante. Di fatti, solo il 53% degli italiani crede nell’euro, come detto, ai massimi livelli dall’ottobre del 2011 nei confronti del dollaro. Per capire il nostro disagio basti pensare che negli Stati Uniti, al contrario del nostro Paese, l’occupazione di febbraio ha fatto registrare la creazione di 175.000 posti di lavoro, livello superiore alle attese degli analisti che avevano previsto la creazione di 152.000 posti. Per quanto riguarda l’Italia, esiste solo una drammatica recessione.

Contro l’euro – “Adottando l’Euro, l’Italia si è ridotta allo stato di una nazione del Terzo Mondo che deve prendere in prestito una moneta straniera, con tutti i danni che ciò implica”. Queste sono le ormai famose parole del premio Nobel per l’economia nel 2008 Paul Krugman. “L’Europa non era adatta alla moneta unica, come invece gli Stati Uniti. Spagna e Florida hanno avuto la stessa bolla immobiliare ma la popolazione della Florida ha cercato lavoro in altri Stati meno colpiti dalla crisi, gli spagnoli non hanno avuto la stessa opportunità. Assistenza sociale, assicurazioni sanitarie, spese federali e garanzie bancarie nazionali sono di competenza unicamente del governo di Washington per tutto il territorio, mentre in Europa non è così. Questo è uno dei principali motivi della fragilità del sistema Europa, almeno fino alla creazione di una garanzia bancaria continentale. Teniamo presente che però l’Europa non è in declino, è un continente attivo e dinamico, ma ha sbagliato a scegliere la propria governance e le sue istituzioni per il controllo della politica economica. È però ancora in tempo per rimediare…”. La domanda è: vorrà rimediare?

Il disagio sociale – Aumenta il disagio sociale in Italia, con la situazione occupazione che peggiora e i consumi fermi. È quanto emerso dalla crescita del misery index dell’ufficio studi di Confcommercio che a gennaio sale di 0,3 punti. Confcommercio, evidenzia che i disoccupati a gennaio si sono attestati a quota 3 milioni 293 mila, con una crescita di 60 mila unità sul mese prima e 260 mila rispetto allo stesso periodo 2012. Con Cig e scoraggiati l’indice di disoccupazione esteso si e’ attestato al 16,8% (+0,2 punti). In gennaio – spiega l’ufficio studi – il tasso di disoccupazione ufficiale è aumentato di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente attestandosi al 12,9%, in aumento di 1,1 punti su base annua. Il numero di occupati è diminuito di 8mila unità rispetto a dicembre e di 330mila rispetto ai 12 mesi precedenti. Il quadro occupazionale del paese è, dunque, sempre più critico. Nel mese di gennaio – sottolinea Confcommercio – sono state autorizzate 81 milioni di ore di Cig, in diminuzione rispetto agli 86 di dicembre e ai 90 dello stesso periodo del 2013.

 

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