Libia, rapito un italiano: diabetico, non ha cure con sé

Un cittadino italiano è stato rapito in Libia. Si tratta di Gianluca Salviato, un tecnico che si trovava nella città di Tobruk per lavoro. L’uomo era impiegato in una società di costruzioni. Le prime indagini delle autorità libiche fanno propendere per il rapimento a scopo estorsivo.
Un altro rapimento in Libia. A Tobruk, un tecnico che lavorava in una società di costruzioni è sparito e con molta probabilità è stato rapito da qualche gruppo di ribelli con l’intento di chiedere un riscatto. Il nome dell’uomo è Gianluca Salviato. La Farnesina è stata già informata e sta seguendo da Roma le evoluzioni delle indagini.
In questa storia già di per sé drammatica, c’è un particolare che fa accrescere l’ansia di amici e parenti di Salviato: l’uomo, infatti, è diabetico e necessita di cure. Con molta probabilità, il tecnico italiano non aveva con sé il kit di insulina al momento del rapimento e ciò metterebbe a repentaglio la sua salute.
Si tratta di “un connazionale che lavora per una ditta italiana e che risulta irreperibile in Cirenaica” hanno fatto sapere dalla Farnesina. La ditta di costruzioni dove lavora l’italiano è la Venzone, il cui titolare è Enrico Ravanelli.
Ma quello di Salviato è soltanto l’ultimo caso, in ordine di tempo, di cittadini italiani – spesso operai – che sono stati rapiti: lo scorso gennaio, due operai calabresi, Francesco Scalise e Luciano Gallo, di 63 e 52 anni, sparirono dalle parti di Derna, sempre in Cirenaica e poi successivamente liberati dopo venti giorni di sequestro. Andò, invece, meno bene a un tecnico francese che, è rimasto vittima di un attacco in pieno giorno nella città di Bengasi. L’uomo lavorava alla ristrutturazione di un centro medico.

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