Padova, suicida il dirigente Guglielmo Dolci: era preoccupato per la crisi dell’azienda

A Padova, si suicida il dirigente Guglielmo Dolci. L’uomo era preoccupato per la crisi in cui versava la sua azienda. Nella lettera d’addio lasciata ai cari e soprattutto alla moglie, ha manifestato la sua preoccupazione per l’andamento economico del Gruppo 3A. Forse è una semplificazione parlare di suicidio per crisi economica: in questi casi, sono molti i fattori che concorrono a questa decisione choc. Tuttavia, il movente principale che ha spinto Guglielmo Dolci a compiere l’estremo gesto pare proprio essere la crisi economica in cui versava la sua azienda. Si suicida così, a Padova, il dirigente del Gruppo 3A, azienda che ha sede in corso Australia. L’uomo si è tolto la vita nella sua abitazione di Cadoneghe. Si suicida impiccandosi e lasciando due le lettere d’addio: una per la moglie e una per i colleghi. Guglielmo Dolci ha fatto riferimento ad alcuni problemi famigliari che lo avrebbero attanagliato da tempo, oltre che alla crisi della sua ditta. Il 48enne era volontario della Protezione Civile. Con essa aveva partecipato alle missioni in favore dei terremotati in Emilia e Abruzzo. Gli amici hanno confermato di averlo visto preoccupato da diverso tempo, ma non si aspettavano il gesto. Dunque, un suicidio, quello avvenuto a Padova, che ha come causa principale la causa economica. La sensibilità di Guglielmo non ha retto e ha portato l’uomo a un gesto liberatorio. Increduli anche i colleghi di lavoro, che non hanno ancora commentato la vicenda. Per quanto riguarda i problemi famigliari di cui l’uomo ha scritto nel biglietto d’addio, non sono chiari i dettagli, che rimangono al vaglio degli inquirenti.

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