Continuano gli sbarchi: Maroni attacca l’Europa

Continuano senza tregua gli sbarchi a Lampedusa nelle ultime ore sono stati soccorsi dalle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza cinque barconi per un numero complessivo di oltre un migliaio di migranti. Altri due barconi, dopo quello approdato questa mattina con 166 migranti, sono giunti a Lampedusa: a bordo complessivamente oltre 400 profughi partiti dalla Libia. Un terzo barcone alla deriva con circa 200 profughi, che era monitorato da una nave militare, è stato raggiunto da un’altra unità della Capitaneria che ha preso a bordo i migranti.

Invece nella tarda mattinata è approdato nel porto di Lampedusa un barcone con circa 200 profughi a bordo, carico di bambini che, assieme alle loro mamme, sono stati trasferiti all’ospedale per dei controlli.

Durissimo l’attacco da parte del ministro dell’Interno Roberto Maroni, secondo il quale “L’Europa non sta facendo quello che si è impegnata a fare per contrastare l’emergenza immigrati. Un mese fa aveva promesso di prendere iniziative che ancora oggi non sono state adottate, e a Lampedusa continuano ad arrivare profughi dalla Libia”, ha affermato il ministro secondo il quale, invece, “con la Tunisia l’accordo di rimpatrio sta funzionando”. La situazione con la Libia è diversa poiché “ c’è la guerra e, finché questa durerà, continueranno ad arrivare profughi. Questo è il problema”.

Certo è che mentre il governo cerca di risolvere quella che ormai sta diventando una triste realtà, cercando accordi diplomatici che non sembrano funzionare, anzi, la situazione sta diventando drammatica non solo per questi migranti in fuga dalla tragedia della guerra, ma anche per i cittadini delle città, dove sono stati accolti molti di loro. A Pratonevoso, località turistica alpina nei pressi di Mondovì dove subito dopo l’arrivo di una sessantina di profughi provenienti da Lampedusa, è salita monta la protesta, decine di persone hanno cercato di bloccare l’accesso di ulteriori pullman carichi di migranti.

Giusy Cerminara

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