Napoli, rifiuti: il decreto legge non piace a Napolitano

Il Presidente Giorgio Napolitano che ha firmato il Decreto Legge sui rifiuti a Napoli, ha fatto sapere di non essere soddisfatto delle misure presenti nel documento che non sono risolutive nel tempo, ma solo momentanee. Il documento non risponde alle attese e lascia la situazione dei rifiuti campani ancora in bilico. Il Governo dovrebbe prendere misure maggiori e in breve tempo, perché se almeno per i prossimi giorni, si riuscirà a liberare la Campania dai rifiuti in modo definitivo e che questo sia preso seriamente come un problema a carattere nazionale, non solo regionale.

Responsabilità di tutte le istituzioni, tutti insieme per superare la crisi e aiutarsi reciprocamente, senza scaricare, com’è avvenuto nei giorni scorsi, le colpe uno sugli altri.

Intanto sono stati avviati i primi contatti con altre Regioni, disposte a ricevere i rifiuti campani e superare il momentaneo sovraccarico delle giacenze di spazzatura ancora in terra, da smaltire prima che il caldo avanzi e che l’Ue sanzioni l’Italia perché non riesce a risolvere il problema dei rifiuti in Campania.

La Campania ha cominciato a prendere accordi con le singole Regioni perché in esse avvenga il trasferimento dei rifiuti. Quelle che si sono dichiarate subito disponibili ad aiutare la Campania sono state Puglia, Emilia Romagna, Marche, Calabria, Toscana e Friuli Venezia Giulia. Un elenco eterogeneo che va da nord a sud e che passa per il centro Italia, in contrapposizione alle dichiarazioni della Lega che non aveva alcuna intenzione di far trasferire i rifiuti al di fuori della Campania.

Ma si sta anche lavorando per aumentare le Regioni disposte ad accogliere i rifiuti campani, in modo da risolvere in breve la crisi e poi si aspetta anche una risoluzione definitiva del problema campano, prevenendo altre situazioni del genere.

Anche il Cardinale Crescienzio Sepe in una riflessione ha sottolineato l’amarezza e la delusione per un provvedimento che continua ad umiliare una città e i suoi cittadini. C’è sempre una parte che continua ad essere egoista e che promuove misure che alla fine, non risolvono il problema definitivamente, ma come sempre, lo rimandano facendo cadere la città in una nuova situazione di attesa, mentre, chi dovrebbe lavorare, passa il tempo a lanciarsi accuse.

Teresa Corrado

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