Don Verzé, ai funerali Al Bano lo difende contro tanti

L’ultimo saluto a don Verzè, il sacerdote fondatore dell’ospedale San Raffaele, ad Illasi, nel Veronese, si è svolto nel pomeriggio. Prima la camera ardente era stata aperta per 2 ore, presenti anche Renato Pozzetto,  Al Bano e il sindaco di Venezia Massimo Cacciari. Al Bano è apparso visibilmente commosso e addolorato per tutti il fango che negli ultimi mesi i media sono stati capaci di buttare su don Verzè. Il cantante leccese aveva anche scritto un discorso, poi ha commentato che non è riuscito a leggerlo e ha aggiunto: “Preferisco ricordarlo anche con il canto attraverso tutte le cose che ha fatto e ne ha fatte tante. E’ stato un uomo che va oltre le parole”.

Per Al Bano è vergognoso quanto è stato detto nei confronti dell’amico sacerdote. Lui l’ha conosciuto bene, ha conosciuto la sua umanità e le sue intenzioni, gli obiettivi che lo conducevano ad andare avanti. Mentre in tanti hanno puntato il dito contro le sue scelte e i suoi legami, Al Bano ha sottolineato: “Andava oltre i problemi finanziari, era un uomo senza una lira in tasca. Dal milione di lire di Don Calabria ha fatto quello che ha fatto, i soldi erano l’ultimo suo pensiero”. Sulla tanto citata cupola dell’ospedale milanese ha detto: “nessuno ha mai parlato di cosa c’è sotto quella cupola, cioè una bella università, una fucina di nuovi cervelli di cui l’Italia ha bisogno”.

Anche monsignor Zenti durante l’omelia ha avuto parole di perdono e comprensione nei confronti di don Verzé, ricordando una lettera da lui ricevuta, datata 16 dicembre 2011. In quella occasione don Luigi Verzè avrebbe riconosciuto di “aver debordato”, ma ha aggiunto: “I malati erano i suoi padroni, e perciò viveva per i malati. Se ha avuto degli eccessi la colpa, per così dire, va ad attribuirsi ad un eccesso per i malati. Per loro ha voluto il meglio del meglio”.

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