Omicidio Ilenia Fabbri, il marito nega: Barbieri doveva solo spaventarla

Una storia davvero brutta, quella che ha avuto come epilogo un femminicidio. Un anno per pianificare la morte di una donna, per soldi. Un anno per pensare a come fare, per studiare un piano perfetto che si è poi dimostrato essere pieno di buchi, con gli errori più banali fatti da chi avrebbe dovuto uscire pulito da questa vicenda. E un mese dopo l’omicidio di Ilenia Fabbri due versioni: da un lato il killer materiale che si assume la responsabilità di averla uccisa, dice di esser stato assoldato dall’ex marito della donna. Parla di una pianificazione durata un anno, di 20 milia euro ricevute come compenso ( forse anche una macchina) tanto valeva la vita di Ilenia. Dall’altro l’ex marito, Claudio Nanni che nega tutto: Barbieri ha ricevuto circa 2000 euro si, ma non per uccidere Ilenia, avrebbe dovuto spaventarla e farle capire che non doveva andare avanti, che doveva smetterla.

Una pianificazione lunga e piena di ostacoli: dall’arresto di Barbieri che prima di finire in carcere a suo dire era stato contattato dal Nanni, all’emergenza covid che ha scompaginato i piani dell’uomo.

Omicidio Ilenia Fabbri: la versione del killer

Stando alle ultime notizie che arrivano da Faenza, l’esecutore materiale di questo omicidio avrebbe raccontato molti dettagli. Avrebbe detto delle chiavi, date dal Nanni per entrare in casa. Conosceva la piantina dell’appartamento e sapeva come agire. Aveva pensato di buttarla dalle scale, di fare in modo che non si accorgesse nessuno di quello che succedeva in casa. Ma Ilenia si è difesa e ha iniziato a urlare. Un vicino di casa ha subito chiamato sul cellulare della donna, spaventando il killer che a quel punto ha agito con una coltellata.

Omicidio Ilenia Fabbri: la versione dell’ex marito

Il Nanni non ci sta. Non vuole essere accusato di qualcosa per la quale dice di non avere colpe. Non aveva detto a Barbieri di uccidere sua moglie ma solo di spaventarla. Parla di 2000 euro, una cifra ben diversa data all’uomo. Come a voler dire non si paga così poco per un omicidio per commissione.

 Nanni dal carcere ha scritto una lettera alla figlia Arianna, usata per costruirsi un alibi, per dirle che “le cose non dovevano andare così” e che “le vorrà sempre bene“, ha riferito il suo legale Guido Maffuccini. Arianna si era battuta sin dal primo giorno, in difesa di suo padre, dicendo che l’uomo mai le avrebbe fatto una cosa simile. E invece purtroppo, non conosceva fino in fondo l’uomo che aveva davanti.

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