Come Claudio Nanni ha “usato” sua figlia per far uccidere Ilenia Fabbri

Innocente fino al terzo grado di giudizio ma colpevole, senza ombra di dubbio per gli inquirenti. Claudio Nanni avrebbe commissionato il delitto di Ilenia Fabbri perchè non sopportava l’idea che la donna avrebbe potuto avere dei soldi dopo il processo. Avrebbe pagato quattro mila euro per “rimborsare” il killer che senza pietà avrebbe ucciso Ilenia Fabbri il 6 febbraio 2021 nella sua casa di Faenza. Non solo. Avrebbe in qualche modo “usato” anche sua figlia Arianna, la stessa che dopo l’omicidio di sua madre è andata a vivere con lui, la ragazza che se la prendeva con i giornalisti che scrivevano di un possibile coinvolgimento di suo padre nell’omicidio di Ilena. “Non mi farebbe mai questo” diceva Arianna convinta dell’amore di un padre che avrebbe protetto lei contro tutti e tutto. “Non mi avrebbe mai tolto la mamma io ho 21 anni” diceva Arianna che sfidava l’assassino di sua madre, dicendo che avrebbe voluto vederlo in faccia. E invece a quanto pare, il colpevole del suo grande dolore è sempre stato al suo fianco.

L’omicidio di Ilenia Fabbri: perchè Arianna doveva uscire di casa

Non sarebbe casuale, a detta degli inquirenti, l’appuntamento tra Arianna e il Nanni la mattina dell’omicidio di Ilenia. Per entrare nella casa della sua ex moglie infatti, non bastava la chiave che è stata duplicata. Ilenia e Arianna infatti la sera chiudevano la porta con dei ganci speciali che potevano essere aperti solo dall’interno. Ed è per questo che il killer doveva entrare in casa dopo che qualcuno quei ganci, li aveva tolti.

Lo aveva fatto Arianna, uscendo al mattino alle sei per l’appuntamento con suo padre. Non poteva richiudere la porta con i ganci dall’esterno e forse Ilenia ha pensato che al mattino, alle sei, non ci sarebbe stato bisogno di rimetterli dopo l’uscita di sua figlia. Era tranquilla. E invece l’assassino era pronto a entrare in azione, a fiondarsi in casa approfittando dell’uscita di Arianna. Neppure un minuto dopo era già nella villa di Ilenia Fabbri pronto a ucciderla. Ma il Nanni non si aspettava forse che in quella villetta ci fosse anche l’amica di Arianna, spiegano gli inquirenti, non si aspettava che pochi minuti dopo avrebbe ricevuto la telefonata, che ci sarebbe stato subito un identikit che ha permesso alle forze dell’ordine di mettersi subito sulle tracce del killer. Un piano che doveva essere quello di un delitto perfetto ma che aveva mille falle. I due si sono scambiati messaggi, poi rintracciati, si sono visti e ci sono ancora i video delle telecamere. I movimenti sono stati tracciati grazie a GPS e celle telefoniche. Insomma un delitto imperfetto.

In questa situazione drammatica il pensiero va chiaramente ad Arianna che si è ritrovata in un incubo senza via d’uscita. Senza una madre, con un padre ritenuto il mandante dell’omicidio della donna. Una sofferenza che neppure si può provare a immaginare quella che una ragazza di 21 anni sta passando in questi giorni e che si porterà dietro per tutta la vita.

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