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Chi sono i 5 operai morti a Casteldaccia: pensavano di potersi aiutare tra loro, è stata una strage

Le ultime notizie da Casteldaccia dopo la morte dei 5 operai : ecco che cosa è emerso

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Durante un’operazione di manutenzione lungo la statale 113, che collega Casteldaccia a Palermo, una tragedia ha colpito tre operai della ditta Quadrifoglio Srl, incaricati di interventi nei locali della fogna per conto dell’azienda municipalizzata di Palermo, l’Amap. Questa strada, circondata da villette, misura circa dieci metri in larghezza. I tre operai, dopo aver sollevato un tombino, si sono calati in un locale sotterraneo profondo circa 5 metri. Tuttavia, poco dopo aver iniziato la discesa e con una pompa in mano, sono stati sopraffatti dal malessere, perdendo conoscenza a causa dell’alta concentrazione di idrogeno solforato, ben dieci volte superiore al limite. Questo gas tossico ha rapidamente stordito anche altri due colleghi che, scendendo per soccorrerli, si sono trovati intrappolati nella stessa situazione letale. Purtroppo quello che è emerso nelle ultime ore è che gli operai hanno iniziato i lavori di manutenzione senza indossare la mascherina.

A Casteldaccia 5 operai morti sul lavoro

I cinque lavoratori sono morti tentando di salvarsi a vicenda, in una delle tante tragiche storie di incidenti sul lavoro. La dinamica di questo incidente richiama alla memoria la tragedia di Mineo, nel Catanese, dove sei persone persero la vita nel 2008 in circostanze simili.

Le vittime, identificate come Epifanio Alsazia, 71 anni, cofondatore della ditta Quadrifoglio group srl di Partinico; Giuseppe Miraglia, 47 anni, originario di San Cipirello; Roberto Raneri, 51 anni di Alcamo; Ignazio Giordano, 59 anni di Partinico; e Giuseppe La Barbera, 28 anni, lavoratore interinale dell’Amap di Palermo, sono state trasferite all’istituto di medicina legale del Policlinico.

Un sesto operaio, Domenico Viola, 62 anni, pur avendo tentato di soccorrere i colleghi, ha inalato il gas ma è riuscito a tornare in superficie, sopravvivendo nonostante le gravi condizioni di salute. Attualmente è ricoverato al Policlinico di Palermo, dove i medici riportano un serio danno multiorgano causato dalla tossicità del gas e da una grave insufficienza polmonare. E’ stato lui a chiamare i soccorsi che sono arrivati repentinamente sul posto ma c’è stato poco da fare, purtroppo, quando i vigili del fuoco sono arrivati in strada, hanno con difficoltà estratto uno per uno gli operai, che erano già morti.

Questo tragico evento è ora oggetto di indagine da parte della squadra mobile di Palermo, coordinata dalla procura di Termini Imerese, diretta da Ambrogio Cartosio. Alcuni colleghi sopravvissuti, tra cui Giovanni D’Aleo, Giuseppe Scavuzzo e Paolo Sciortino, sono stati interrogati per chiarire la dinamica degli eventi.

I sindacati hanno detto ai giornali che almeno tre di loro non avrebbero dovuto partecipare ai lavori: Assazia era formalmente pensionato, mentre altri due non avrebbero avuto le competenze necessarie per un intervento di quel genere. Piero Ceraulo, segretario provinciale della Fillea (Federazione italiana dei lavoratori del legno, edilizia e affini) CGIL ha detto che «uno dei morti era addirittura inquadrato come primo livello, come fosse appena entrato in cantiere». La CGIL di Palermo ha indetto uno sciopero generale per martedì, più un presidio davanti alla prefettura. Queste le ultime drammatiche notizie da Casteldaccia.

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