Anna Rosa morta a Palermo, lo sfogo della mamma: «Fate silenzio, la causa della morte non è ancora confermata»
Ha scelto i social Manuela, la mamma della piccola Anna Rosa morta a Palermo per sospetta difterite. Chiede rispetto e di non diffondere fake news
Il dolore per la morte della piccola Anna Rosa B., la bambina di quattro anni deceduta a Palermo nella notte tra il 19 e il 20 agosto, si accompagna adesso alla rabbia della sua mamma. Dopo le ricostruzioni delle ultime ore, che hanno posto al centro del caso la mancata vaccinazione della bambina e il sospetto di difterite, Manuela Maggio ha deciso di intervenire sui social. E lo ha fatto con parole durissime, rivolte tanto ai giornalisti quanto ai medici che avevano visitato sua figlia prima del drammatico peggioramento. Lo sfogo è stato ripreso il 21 agosto anche da Tgcom24.
La madre contesta soprattutto che sia già stata presentata come certa la causa della morte della piccola Anna Rosa. Su questo punto, effettivamente, è necessaria una precisazione: il direttore sanitario dell’ospedale Civico Domenico Cipolla aveva dichiarato che, sulla base delle analisi effettuate, la morte sembra essere stata provocata dalla difterite, ma si attende ancora l’esito dell’Istituto Superiore di Sanità. La Procura di Palermo ha inoltre disposto l’autopsia e acquisito le cartelle cliniche per ricostruire quanto accaduto.
>>> A Palermo la piccola Anna Rosa sarebbe morta per difterite
La mamma di Anna Rosa contro le ricostruzioni sulla morte della figlia
«Leggo e sento alcune cose scritte e dette da quattro giornalai da quattro soldi solo per fare like sul caso di mia figlia», ha scritto Manuela sui social, sottolineando immediatamente che sulla morte della bambina sono ancora in corso le indagini.
La donna chiede soprattutto rispetto per un dolore che in questo momento considera impossibile da raccontare agli altri. «Il dolore è mio e solo mio», scrive, prima di puntare il dito contro quelli che definisce «medici incompetenti», accusandoli di aver sottovalutato le condizioni della piccola.
Secondo la mamma, infatti, Anna Rosa sarebbe stata portata più volte al pronto soccorso e ci sarebbero documenti in grado di ricostruire tutti i passaggi. «Ci sono carte che parlano», sottolinea la donna, respingendo alcune delle ricostruzioni circolate dopo la tragedia.
La documentazione sanitaria finora ricostruita conferma almeno due accessi all’ospedale Cervello. Il primo risale alla sera del 13 agosto, quando la bambina presentava febbre, vomito e difficoltà ad alimentarsi. Dopo la visita era stata dimessa con una diagnosi di tonsillite essudativa febbrile e l’indicazione di tornare in pronto soccorso in caso di peggioramento. Due giorni dopo i genitori l’avevano riportata in ospedale perché la febbre non rispondeva al trattamento e Anna Rosa appariva debole e poco reattiva.
La mamma di Anna Rosa sui social: «Noi genitori non abbiamo scambiato la difterite per tonsillite»
È proprio su questo passaggio che la mamma vuole fare una delle precisazioni più importanti. «Noi genitori non abbiamo scambiato la difterite per tonsillite», scrive nel suo lungo messaggio la mamma della piccola Anna Rosa sui social.
La precisazione arriva dopo che alcune ricostruzioni avevano raccontato la vicenda sottolineando come inizialmente i sintomi fossero stati associati a una tonsillite. Dai dati disponibili emerge però che la diagnosi di tonsillite era stata formulata durante il primo accesso al pronto soccorso, quando la bambina era stata successivamente dimessa.
La madre insiste inoltre su un altro punto: «La causa della morte di mia figlia ancora non si conosce perché ancora nulla è confermato, è un sospetto difterite». Una posizione che, almeno per quanto riguarda la necessità di attendere gli accertamenti definitivi, coincide con la prudenza richiesta in questa fase: la difterite è al momento la principale ipotesi indicata dalle analisi, mentre si attendono la conferma dell’ISS e gli esiti dell’autopsia.
L’accusa della mamma ai medici: «Hanno sottovalutato mia figlia»
Nello sfogo social emerge soprattutto la convinzione della donna che qualcosa non abbia funzionato nell’assistenza ricevuta dalla bambina nelle prime fasi della malattia. Un aspetto sul quale, però, saranno gli accertamenti della magistratura a fare chiarezza e sul quale al momento non è possibile attribuire responsabilità.
La Procura ha aperto un’inchiesta, disposto il sequestro della salma e l’autopsia e delegato ai carabinieri l’acquisizione delle cartelle cliniche. Tra gli aspetti da verificare c’è proprio la correttezza delle procedure ospedaliere. Il professor Antonio Cascio, direttore dell’unità di Malattie infettive del Policlinico di Palermo, ha però sottolineato come riconoscere immediatamente una patologia ormai rarissima come la difterite possa essere molto difficile, anche perché nelle prime fasi può manifestarsi in maniera simile a una tonsillite.
Quando le condizioni di Anna Rosa sono peggiorate, la bambina è stata intubata per insufficienza respiratoria e trasferita nella Terapia intensiva pediatrica dell’Ospedale dei Bambini Di Cristina. I medici hanno tentato anche il ricorso alla circolazione extracorporea, ma il quadro clinico è precipitato fino allo scompenso multiorgano.
Il dolore di una madre: «Vorrei solo mia figlia a casa e non in una bara bianca»
La parte più dolorosa del messaggio arriva quando Manuela chiede che, almeno in queste ore, venga rispettato il lutto della sua famiglia. La mamma di Anna Rosa racconta di trovarsi nella condizione di dover leggere commenti, accuse e ricostruzioni mentre vorrebbe soltanto avere ancora con sé la sua bambina.
Chiede quindi «un minimo di rispetto e dignità» per chi in questo momento «vorrebbe solo sua figlia a casa e non in una bara bianca». Poi l’appello: «Silenzio, fate silenzio, che solo Dio nostro Signore può giudicare».
Resta sullo sfondo anche la questione della mancata vaccinazione ed è evidente che quando la signora chiede rispetto, si riferisce anche a questo aspetto dalle vicenda, visti tutti i titoli dei giornali di oggi. Nei referti risulta che Anna Rosa non fosse vaccinata per scelta dei genitori. Secondo quanto ricostruito nelle scorse ore, la famiglia temeva una relazione tra vaccini e un caso di autismo tra i parenti, una correlazione che non è supportata dalle evidenze scientifiche.
Questo elemento farà inevitabilmente parte degli approfondimenti sul caso, ma non cancella gli altri interrogativi che dovranno trovare una risposta. Bisognerà stabilire definitivamente quale sia stata la causa della morte di Anna Rosa e ricostruire ogni passaggio dell’assistenza sanitaria ricevuta dalla bambina. Ed è proprio questo che chiede oggi sua madre: che prima delle sentenze arrivino i risultati degli accertamenti e che, nel frattempo, venga rispettato il dolore di una famiglia che ha appena perso una bambina di quattro anni.