Antonio Reggio è morto a Catanzaro: la sua badante lo aveva “operato” accoltellandolo per togliere un animale

Dopo più di 20 giorni di agonia è morto all'ospedale di Catanzaro l'ex professore Antonio Reggio: era stato accoltellato dalla sua badante che voleva operarlo

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Antonio Reggio non ce l’ha fatta. Una storia drammatica e dai contorni difficili persino da immaginare arriva da Vibo Valentia, dove un anziano è morto dopo circa tre settimane di ricovero in seguito alle gravissime ferite riportate nella propria abitazione. La vittima è Antonio “Totò” Reggio, professore in pensione molto conosciuto nel Vibonese. Secondo la ricostruzione degli investigatori, a provocargli le lesioni sarebbe stata la donna che in quel periodo lavorava come sua badante.

La collaboratrice domestica, di nazionalità ucraina, avrebbe infatti tentato di sottoporre l’uomo a una sorta di rudimentale intervento chirurgico perché convinta della presenza di un “animale” all’interno del suo addome. Reggio, soccorso in condizioni disperate, è morto dopo settimane di agonia nell’ospedale di Catanzaro.

La badante avrebbe “operato” Antonio Reggio con un coltello da cucina

I fatti risalgono alla notte tra il 18 e il 19 agosto 2026. Intorno alle 2:50 la Polizia è intervenuta nell’abitazione di Vibo Valentia, trovando l’anziano privo di coscienza sul letto e con diverse bende intrise di sangue, soprattutto nella zona dell’addome. Trasportato in codice rosso all’ospedale Jazzolino, gli accertamenti avevano evidenziato un’emorragia toracica massiva, una ferita da taglio nella regione ipogastrica e diverse fratture scomposte.

Vista la gravità della situazione, era stato disposto il trasferimento urgente a Catanzaro. Secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile, la badante avrebbe trasformato una stanza della casa in una sorta di improvvisata sala operatoria: avrebbe somministrato all’uomo sostanze con effetto sedativo e successivamente utilizzato un coltello da cucina per praticargli una profonda lacerazione all’addome.

Morte Antonio Reggio, “aveva un animale nella pancia”: la spiegazione data dalla badante

È proprio la presunta spiegazione fornita dalla donna agli investigatori a rendere ancora più inquietante la vicenda. Assistita dal suo legale, la badante avrebbe raccontato di aver agito perché convinta che nell’addome di Antonio Reggio ci fosse un non meglio precisato “animale” che doveva essere rimosso. Gli investigatori, durante la perquisizione dell’abitazione, hanno sequestrato diversi coltelli, guanti in lattice e soluzioni saline, materiale ritenuto compatibile con la preparazione del presunto intervento.

La donna lavorava in quella casa dalla fine di giugno e stava sostituendo temporaneamente un’altra badante, anche lei di nazionalità ucraina. Il suo incarico, secondo quanto riportato dalle cronache, avrebbe dovuto terminare proprio il 20 agosto, il giorno successivo alla notte in cui si sono verificati i fatti.

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Antonio Reggio muore dopo tre settimane: si aggrava la posizione della donna

Antonio Reggio ha lottato per la vita per circa tre settimane. Dopo il primo ricovero a Vibo Valentia era stato trasferito in terapia intensiva a Catanzaro e mantenuto a lungo in prognosi riservata. Inizialmente erano arrivati anche piccoli segnali di miglioramento, ma successivamente le sue condizioni sono nuovamente peggiorate fino al decesso. La badante era stata fermata e il Gip aveva convalidato il provvedimento disponendo la custodia cautelare in carcere con l’accusa di tentato omicidio aggravato.

Con la morte del professore, la sua posizione giudiziaria è destinata ora ad aggravarsi e l’ipotesi accusatoria dovrà essere aggiornata alla luce del decesso della vittima. Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura di Vibo Valentia, dovranno inoltre chiarire tutti gli aspetti della vicenda, comprese le condizioni della donna al momento dei fatti e l’esatta dinamica di quanto avvenuto all’interno dell’abitazione.

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