Femminicidio di Aurora Tila, pena ridotta all’assassino: la rabbia della madre e l’appello a Giorgia Meloni
L'amaro sfogo della madre di Aurora Tila in tv: per il femminicidio di sua figlia, pena ridotta all'assassino. Morena lancia un appello alla premier
La sentenza pronunciata il 10 settembre 2026 dalla Corte d’Appello di Bologna riapre una ferita che per la famiglia di Aurora Tila non si è mai chiusa. La pena inflitta all’ex fidanzato della tredicenne, quindicenne all’epoca dei fatti, è stata infatti ridotta da 17 a 15 anni di reclusione. Aurora morì il 25 ottobre 2024 precipitando dal settimo piano del palazzo in cui viveva a Piacenza. Il giovane è stato condannato per omicidio aggravato da stalking, dalla minore età della vittima e dalla relazione affettiva che aveva avuto con lei. La Corte ha riconosciuto le attenuanti, tenendo conto anche della confessione arrivata durante il processo d’appello.
Il femminicidio di Aurora Tila: la confessione dell’ex fidanzato arrivata solo in appello
Per mesi il ragazzo aveva negato di aver ucciso Aurora Tila, ma nel luglio scorso, durante la prima udienza del processo d’appello, aveva cambiato versione. In videocollegamento dal carcere minorile di Catanzaro aveva ammesso di aver spinto la tredicenne dal balcone e aveva chiesto scusa alla madre e alla famiglia della vittima. Una confessione arrivata quasi due anni dopo il delitto e che ha avuto un peso nel nuovo giudizio. La Procura generale aveva chiesto una condanna a 15 anni e sei mesi, mentre la Corte ha stabilito una pena di 15 anni. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
La rabbia della mamma di Aurora Tila: “Non c’è stata giustizia”
Durissima la reazione di Morena Corbellini, madre di Aurora Tila, che dopo la decisione dei giudici ha espresso tutta la sua amarezza. La donna ha spiegato di non ritenere la pena adeguata alla gravità di quanto accaduto e, intervenendo anche in televisione, ha detto di provare rabbia e di aver perso fiducia nella giustizia. Per Morena sua figlia, uccisa quando aveva appena 13 anni, non sarebbe stata tutelata fino in fondo dalla risposta giudiziaria. Il timore espresso dalla madre è che condanne considerate troppo lievi possano trasmettere un messaggio sbagliato, soprattutto quando a commettere reati così gravi sono persone molto giovani.
L’appello a Giorgia Meloni: “Intervenga la premier”
“Non mi è piaciuta la sentenza – le parole della donna – non la trovo congrua con quello che è successo perché comunque aveva 13 anni, è la vittima più piccola d’Europa, ritengo che non sia stata giusta, un discorso così pesante doveva essere preso in considerazione”.
Nel suo sfogo Morena Corbellini si è rivolta direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiedendo un intervento concreto. «O interviene la premier, e ci mette una pezza, se no sarà sempre peggio», ha dichiarato dopo la sentenza, sostenendo che servano risposte più dure per contrastare la violenza sulle donne. La madre di Aurora vorrebbe anche un confronto con Meloni per capire se, a suo giudizio, quanto accaduto nelle aule di tribunale sia proporzionato alla gravità del delitto. Parole cariche di dolore che arrivano a quasi due anni dalla morte di Aurora e dopo una sentenza d’appello che, invece di confermare i 17 anni stabiliti in primo grado, ha concesso all’imputato una riduzione della pena.