Femminicidio a Mileto: Pasquale Calzone ha ucciso Assunta e poi si è tolto la vita
A Mileto si è consumato l'ennesimo femminicidio: Pasquale Calzone ha ucciso la sua ex moglie e poi si è tolto la vita
MILETO (Vibo Valentia) – Una tragedia familiare consumata in poche, drammatiche istanti ha scosso la comunità di Mileto, nel Vibonese. Un commercialista di 63 anni, Pasquale Calzone, ha ucciso la moglie Assunta Currà, 55 anni, esplodendole contro alcuni colpi di pistola. Subito dopo, l’uomo si è tolto la vita utilizzando la stessa arma. Entrambi, secondo quanto ricostruito finora, sarebbero morti sul colpo.
L’episodio è avvenuto all’interno dell’abitazione in cui la coppia viveva prima della separazione. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, che hanno avviato i rilievi e le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Un altro femminicidio nel nostro paese, dopo l’atroce assassinio di Anguillara, dove Carlomagno ha ucciso Federica Torzullo.
Pasquale Calzone ha ucciso sua moglie Assunta Currà
Dai primi accertamenti è emerso che Calzone era un appassionato di armi e che la pistola usata per il gesto estremo era detenuta legalmente. Un particolare che apre inevitabilmente interrogativi e riflessioni sul contesto di tensione domestica che, secondo gli investigatori, andava avanti da tempo e che avrebbe trovato il suo tragico epilogo nell’incontro avvenuto nelle ultime ore.
Gli investigatori stanno cercando di chiarire con precisione i momenti precedenti agli spari, concentrandosi sulla situazione familiare e sulle condizioni emotive dell’uomo, oltre che sul rapporto già logorato dalla separazione.
Una separazione da circa un anno: la donna aveva lasciato casa
La coppia era in fase di separazione da circa un anno. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, la donna si era allontanata dall’abitazione coniugale, segnando una frattura ormai evidente. I due avevano anche un figlio adulto, che però vive fuori dalla Calabria.
Nel tentativo di riprendere una vita autonoma, Assunta Currà si sarebbe mossa tra diverse soluzioni: agli inizi dello scorso anno, dopo essersi separata, aveva raggiunto la sorella in Toscana, dove era rimasta per un periodo. Successivamente era rientrata a Mileto e stava completando il trasloco in un’altra abitazione, un passaggio delicato che spesso porta con sé ulteriori tensioni e nodi irrisolti.
Pasquale Calzone ha approfittato di un incontro necessario
L’omicidio-suicidio sarebbe maturato durante quello che doveva essere un incontro pratico e veloce. Assunta Currà si era infatti recata nella casa dove viveva con il marito per recuperare alcuni effetti personali. Quella visita, però, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe innescato l’ennesima lite, alimentata dai dissidi tra i due. Una discussione degenerata rapidamente fino al punto di non ritorno: Pasquale Calzone avrebbe impugnato la pistola e sparato contro la moglie, per poi rivolgere l’arma contro se stesso.
Un copione già visto troppe volte nella cronaca nera italiana: un conflitto familiare che si trascina nel tempo, una separazione difficile, un confronto improvviso che si trasforma in violenza estrema.
La scoperta dei corpi: l’allarme dato dal fratello del commercialista
A trovare i cadaveri è stato il fratello del commercialista, che si era recato a casa per fargli visita. Una scena terribile, che ha fatto scattare immediatamente la chiamata ai soccorsi e alle forze dell’ordine. I carabinieri, intervenuti sul posto, hanno avviato le procedure previste e raccolto le prime testimonianze. Il fratello dell’uomo è stato ascoltato dagli investigatori per ricostruire eventuali segnali di tensione o comportamenti anomali nei giorni precedenti.
Il paese sotto shock: “Li conoscevano tutti”
La notizia ha destato una forte impressione a Mileto, dove la coppia era conosciuta da tutti. Un episodio che ha lasciato sgomenta la comunità, ora stretta attorno a un dramma che non riguarda solo due famiglie, ma che colpisce un intero paese, improvvisamente costretto a fare i conti con un dolore collettivo.
In contesti piccoli, simili tragedie assumono un peso ancora più grande: le persone coinvolte hanno volti, storie e legami quotidiani. E l’eco dello sparo non si spegne con l’arrivo delle sirene, ma resta nell’aria, nelle domande, nei silenzi e nella paura che qualcosa del genere possa accadere “anche qui”, anche nella normalità apparente.
Le indagini sono coordinate dal magistrato di turno della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, Alessandra Trabucco, che ha disposto l’autopsia sui corpi di Pasquale Calzone e Assunta Currà. Gli accertamenti medico-legali serviranno a confermare la dinamica, il numero di colpi esplosi e ogni dettaglio utile all’inchiesta, anche se al momento l’ipotesi principale resta quella dell’omicidio-suicidio maturato in ambito familiare.