Focolaio di difterite a Palermo dopo la morte della piccola Anna Rosa: almeno 10 parenti positivi

Ci sarebbe un vero e proprio focolaio a Palermo scoperto dopo la morte della piccola Anna Rosa: almeno 10 i parenti che hanno contratto il virus

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La morte della piccola Anna Rosa B., la bambina di quattro anni e mezzo deceduta a Palermo dopo aver contratto una sospetta difterite, apre adesso uno scenario ancora più preoccupante. L’indagine epidemiologica avviata dall’Asp avrebbe infatti individuato almeno dieci persone positive al batterio tra familiari e persone vicine alla bambina. Si tratta prevalentemente di minori che, a differenza di Anna Rosa, risultano vaccinati e al momento stanno bene. I positivi sono stati comunque posti in isolamento e sottoposti alla sorveglianza prevista dalle autorità sanitarie.

Difterite a Palermo, dieci positivi: si cerca il paziente zero

È dunque sempre più concreta l’ipotesi di un focolaio di difterite nel quartiere Zen di Palermo, dove viveva la famiglia della piccola. L’Asp sta cercando di ricostruire con precisione la catena dei contatti per capire da dove sia partito il contagio. Bruno Marsala, direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Palermo, aveva spiegato già nelle scorse ore che è in corso un’indagine epidemiologica finalizzata proprio a individuare il cosiddetto “paziente zero” e tutte le persone entrate in contatto, direttamente o indirettamente, con Anna Rosa.

Tra i contagiati per difterite c’è anche il cuginetto di quattro anni della bambina, suo compagno di giochi e quindi a stretto contatto con lei prima della comparsa dei sintomi. Il piccolo è ricoverato in isolamento nel reparto di Malattie infettive dell’Ospedale dei Bambini, ma le sue condizioni sono in miglioramento. Il bambino era stato regolarmente vaccinato e il quadro clinico non è risultato grave. Anche gli altri positivi individuati attraverso i tamponi, in gran parte vaccinati, sarebbero asintomatici o comunque in buone condizioni.

La morte di Anna Rosa per difterite: i primi sintomi scambiati per tonsillite

Anna Rosa aveva cominciato a stare male nei giorni precedenti Ferragosto. Il 13 agosto era stata portata al pronto soccorso dell’ospedale Cervello con febbre, vomito e difficoltà ad alimentarsi. In quella occasione era stata dimessa con una diagnosi di tonsillite essudativa febbrile e con l’indicazione di tornare in ospedale in caso di peggioramento. Due giorni più tardi la famiglia si era nuovamente rivolta al pronto soccorso: le condizioni della piccola erano peggiorate, fino a rendere necessarie l’intubazione e il trasferimento nella terapia intensiva pediatrica dell’Ospedale dei Bambini Di Cristina. Anna Rosa è morta nella notte del 20 agosto.

La bambina non risultava vaccinata contro la difterite. Gli accertamenti effettuati a Palermo hanno indicato la presenza del batterio, mentre sono stati avviati gli approfondimenti necessari per arrivare a una ricostruzione definitiva della causa del decesso. La difterite è un’infezione causata dal Corynebacterium diphtheriae: alcuni ceppi producono una tossina capace di provocare conseguenze molto gravi e la malattia, grazie alla vaccinazione, è diventata estremamente rara in Italia.

Genitori indagati e autopsia: la Procura vuole fare chiarezza

Parallelamente all’indagine sanitaria procede quella giudiziaria. I genitori di Anna Rosa sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo per omissione, in relazione alla mancata vaccinazione della figlia. L’iscrizione, è come sempre anche un atto dovuto, e consentirà anche alle parti di partecipare con propri consulenti agli accertamenti irripetibili. L’autopsia dovrà contribuire a stabilire con certezza le cause della morte e sarà importante anche per ricostruire l’intero percorso sanitario seguito dalla bambina.

L’inchiesta dovrà quindi chiarire diversi aspetti: non soltanto il ruolo della mancata vaccinazione, ma anche quanto accaduto dal momento della comparsa dei primi sintomi fino al secondo accesso in ospedale e al successivo aggravamento. Le cartelle cliniche sono state acquisite dagli investigatori proprio per permettere agli inquirenti di ricostruire tutti i passaggi.

Allarme allo Zen, l’Asp traccia i contatti e rafforza l’attenzione sui vaccini

La scoperta di dieci ulteriori positività cambia inevitabilmente la dimensione della vicenda. La priorità è adesso interrompere qualsiasi possibile catena di trasmissione e individuare l’origine del contagio. L’Asp ha inoltre assicurato la disponibilità delle scorte vaccinali nei presidi di Palermo e sta lavorando sulla tracciatura dei contatti.

Il caso riporta soprattutto l’attenzione sull’importanza della copertura vaccinale contro una malattia che in Italia era diventata rarissima. Proprio il confronto tra il drammatico decorso di Anna Rosa e le condizioni degli altri bambini positivi, vaccinati e al momento non in pericolo, rappresenta uno degli elementi sui quali stanno insistendo medici e autorità sanitarie. Saranno però gli accertamenti ancora in corso, compresa l’autopsia, a fornire un quadro definitivo sulla morte della bambina e sull’estensione del focolaio che sta interessando Palermo.

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