Anna Rosa morta a Palermo per difterite: i genitori indagati per omicidio colposo. E’ caccia al paziente 0

I genitori di Anna Rosa sono stati indagati per omicidio colposo per non aver vaccinato la piccola che sarebbe morta, stando alle ultime notizie, a causa della difterite

anna rosa palermo

La morte della piccola Anna Rosa B., la bambina di 4 anni deceduta a Palermo dopo aver contratto la difterite, ha ora anche un risvolto giudiziario. I genitori della bambina sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo. La Procura di Palermo vuole accertare se la scelta di non sottoporre la figlia alla vaccinazione obbligatoria contro la difterite possa essere direttamente collegata alla sua morte.

È questo l’ultimo sviluppo di una vicenda che ha profondamente scosso Palermo e riacceso il dibattito sull’importanza delle vaccinazioni pediatriche. Parallelamente alle indagini della magistratura, le autorità sanitarie stanno cercando di ricostruire la catena del contagio e individuare l’origine dell’infezione.

Anna Rosa morta di difterite, perché i genitori sono indagati

L’inchiesta è coordinata dalla procuratrice aggiunta di Palermo Laura Vaccaro e dal procuratore Maurizio de Lucia. L’ipotesi sulla quale stanno lavorando gli inquirenti è quella di omicidio colposo per omissione. Secondo quanto riportato nelle ultime ore, al centro degli accertamenti c’è infatti la mancata vaccinazione della bambina contro la difterite.

Anna Rosa non era stata vaccinata per scelta dei genitori. La coppia avrebbe spiegato di aver preso questa decisione perché convinta che una vaccinazione avesse provocato l’autismo di un cuginetto. È importante ricordare, tuttavia, che non esistono evidenze scientifiche che dimostrino un rapporto causale tra vaccini e autismo.

La Procura dovrà adesso stabilire sul piano giudiziario se l’omissione della vaccinazione, obbligatoria in Italia, abbia avuto un ruolo causalmente rilevante nel decesso della bambina. L’iscrizione nel registro degli indagati, naturalmente, non equivale a una dichiarazione di colpevolezza: servirà a consentire tutti gli accertamenti necessari e a ricostruire con precisione quanto accaduto.

La morte di Anna Rosa e il ricovero in ospedale

Anna Rosa era originaria del quartiere Zen di Palermo. Secondo la ricostruzione pubblicata nei giorni scorsi, le sue condizioni si sarebbero aggravate fino a quando la bambina ha cominciato ad avere serie difficoltà respiratorie e febbre alta. È stata quindi portata all’ospedale Cervello in condizioni già molto gravi, intubata e successivamente trasferita in terapia intensiva pediatrica. I tentativi dei medici di salvarla non sono purtroppo bastati.

La bambina è morta all’ospedale Civico di Palermo. La Procura aveva disposto il sequestro della salma e l’autopsia proprio per chiarire tutti gli aspetti della vicenda.

Adesso l’inchiesta dovrà ricostruire non soltanto il rapporto tra mancata vaccinazione e decesso, ma anche la successione degli eventi che ha preceduto il ricovero.

>>> La mamma di Anna Rosa contro i media

Difterite a Palermo, si cerca il paziente zero dopo la morte di Anna Rosa

Sul fronte sanitario proseguono intanto gli accertamenti per capire come Anna Rosa abbia contratto la difterite. L’Asp ha avviato il protocollo necessario per individuare il cosiddetto “paziente zero”, che potrebbe essere anche un portatore sano dell’infezione.

Un cuginetto di Anna Rosa ha contratto la difterite in forma più lieve ed è stato ricoverato in isolamento all’ospedale Civico di Palermo. Dopo la conferma della diagnosi della bambina, familiari e persone entrate in contatto con lei sono stati sottoposti a tamponi, profilassi antibiotica e vaccinazione o richiamo vaccinale quando necessario.

Secondo l’infettivologo Antonio Cascio, citato da Repubblica, al momento non ci sarebbe il rischio di una vera e propria epidemia, anche se non può essere esclusa la possibilità di un focolaio circoscritto.

Dopo la morte di Anna Rosa aumentano le richieste di vaccinazione

La morte della bambina ha avuto conseguenze immediate anche nei centri vaccinali di Palermo. Nelle ore successive alla notizia numerose famiglie hanno chiesto informazioni e vaccinazioni, con un forte aumento degli accessi. Secondo quanto riportato il 22 agosto, in alcuni centri le scorte disponibili di vaccino esavalente sono state rapidamente utilizzate.

La difterite è un’infezione batterica potenzialmente molto grave, ma prevenibile attraverso la vaccinazione. Proprio la diffusione dei vaccini ha reso i casi estremamente rari in Italia negli ultimi decenni.

La vicenda di Anna Rosa resta dunque aperta su due fronti. Da una parte c’è l’indagine sanitaria per individuare l’origine del contagio ed evitare eventuali nuovi casi; dall’altra c’è l’inchiesta della Procura di Palermo, che dovrà accertare le eventuali responsabilità dei genitori e stabilire se la mancata vaccinazione possa configurare, nel caso concreto, l’omicidio colposo per omissione.

Gli accertamenti sono ancora in corso e sarà necessario attendere gli sviluppi dell’inchiesta e gli esiti degli esami disposti dalla magistratura prima di poter definire in maniera completa le responsabilità.

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